La vergogna di Bergamo e le lacrime di Donnarumma

C’è modo e modo di giocare e perdere le partite, e il Milan ha scelto quello peggiore in occasione della trasferta di Bergamo. Preso a pallonate e umiliato dall’Atalanta, il Diavolo ha così chiuso il 2019 con una figura che definire imbarazzante (come ha fatto Zvone Boban) è davvero poco. L’aggettivo giusto per catalogare una prestazione del genere è francamente difficile da trovare e ripartire dopo una batosta simile, che macchia il blasone del club rossonero, sarà ancor più complicato.

Le colpe della dirigenza

La speranza è che qualcuno in società o in panchina si svegli e decida di lasciar fuori i principali colpevoli di tale vergogna. Non ne possiamo più di giocatori senza carattere, di presunti campioni che affrontano le partite di campionato con lo stesso impegno di una partitella con amici nel giardino di casa. Dice bene Pioli: “Noi siamo il Milan”. Ed è ora che qualcuno se ne renda conto e rispetti i colori che porta addosso ogni domenica. Chi non lo vuol fare o chi non è in grado di farlo, svuoti l’armadietto a Milanello e se ne vada per sempre.

La responsabilità di Pioli

La partita con l’Atalanta deve dunque essere uno spartiacque per il club rossonero. Per tutti, nessuno escluso. A partire dalla dirigenza, che deve cambiare strategia sul mercato e affidarsi a gente con le palle e pronta ad andare in guerra contro tutto e tutti. Scelte decise e drastiche che deve prendere anche l’allenatore. Stefano Pioli ha il dovere di scegliere chi davvero ha a cuore il destino di questa squadra e chi esce dal campo, come Gigio Donnarumma, con le lacrime agli occhi per il dolore insopportabile di una vergognosa sconfitta.

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