Una vittoria fondamentale

Non importa come, ciò che conta è farlo. Ora più che mai, conta soltanto vincere. Anche soffrendo e giocando male. Per il Milan di Rino Gattuso contano infatti i punti, quelli pesanti, quelli che ci possono finalmente aprire le porte della Champions League: obiettivo che rimane alla portata del Diavolo, dopo il successo ottenuto con cuore e grinta contro la Lazio. Per tutto il resto, per le analisi sul gioco e sulle prestazioni dei singoli, per i ragionamenti sull’allenatore, per quello che sarà il MIlan del prossimo anno avremo tempo di farlo a fine stagione, quando ovviamente si tireranno le somme di questo interminabile campionato.

Le sfide per la Champions

E’ bastato un rigore di Kessie, arrivato al termine di una gara a due facce (primo tempo difficile, secondo giocato con più coraggio e voglia), per saltare l’ostacolo laziale e farci passare l’ennesima domenica al quarto posto. Il tutto in attesa delle prossime due giornate di Serie A, che potrebbero dire molto sulla volata Champions. Mentre noi saremo a Parma, la Roma giocherà infatti con l’Inter e l’Atalanta andrà a Napoli. Nel weekend successivo, mentre il Milan sarà atteso dalla trasferta con il Torino, la Lazio sarà invece di scena a Genova con la Sampdoria. Senza dimenticare un dettaglio molto importante: in caso di pari punti con le romane e con l’Atalanta, i rossoneri sono infatti in vantaggio negli scontri diretti.

L’episodio da cancellare

La vittoria contro la Lazio, nonostante un passo indietro nel gioco rispetto all’uscita dello Stadium, ci lascia comunque buone sensazioni. La voglia di vincere e la scelta di buttare il cuore oltre l’ostacolo, sono un buon viatico per il prossimo impegno del “Tardini”. Così come il coraggio mostrato da Rino Gattuso nel passare al 3-4-2-1 che, dopo il gol di Kessie, ha ingolfato il motore del centrocampo di Simone Inzaghi prima delll’espulsione di quest’ultimo, del triplice fischio finale, della rissa innescata dalle due panchine e dal “siparietto” di Bakayoko e Kessie con la maglia di Acerbi: l’unico neo di una serata da incorniciare.

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