Tutti colpevoli, nessuno escluso: ora fuori le palle

 

Senza uno straccio di gioco, senza un’idea di che cazzo fare in campo, senza un minimo di orgoglio e di carattere. Senza ritegno. Questi siamo. Questo è diventato il Milan da quel maledetto derby perso poche settimane fa. L’ennesima brutta figura, questa volta in Coppa Italia, è tanto incomprensibile quanto irritante. E’ un flop che non può non provocare una dura reazione e che ci sbatte in faccia la realtà: Gattuso ha perso la bussola e non sa più come uscirne e molti giocatori della rosa rossonera sono a dir poco sopravvalutati, per non dire indegni di portare sul petto il glorioso stemma del club di Milano.

Chi ha paura rimanga a casa

Entrare in campo pronti per la battaglia, con coraggio, con voglia di superarsi e di affrontare con convinzione tutte le difficoltà. Anche al di sopra delle proprie possibilità. C’è chi lo fa sempre e chi invece quasi mai. Molti dei nostri questi doti non le hanno e non possono neanche andarsele a comprare. Quando il nostro Rino, quello che in campo non si arrendeva mai, non riesce a trasmettere questi valori vuol dire che siamo davvero all’inizio dell’ennesima catastrofe rossonera: quella che ci porterà a star fuori dalla Champions, ad un nuovo allenatore, ad una campagna acquisti mediocre e ad un altro anno di figure di merda.

Le risposte di Gattuso

Come può questo Milan, preso a pallate da tutti nelle ultime settimane, vincere tutte e cinque le partite di campionato e mantenere il quarto posto? Nessuno lo sa, nemmeno chi è tutti i giorni a Milanello. I giocatori hanno le loro colpe e andrebbero messi al muro per come approcciano alle partite, ma allo stato attuale (e fa male dirlo) il principale colpevole è Gattuso. Perché la squadra scende in campo con questo atteggiamento? Perché insistere con alcuni giocatori come Suso e Calhanoglu? Perché continuare con questi moduli che penalizzano la fase offensiva e fanno sembrare Piatek la versione più giovane di Higuain? Rino, ci devi delle risposte.

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