Tutte le parole che ha detto (e che non ha detto) il presidente Scaroni

Le parole sono importanti e hanno un peso anche nell’isterico mondo del calcio. Lo ha capito e pagato sulla propria pelle Boban: colpevole di troppo amore per questi colori e di aver avuto coraggio e personalità tali da non poter star zitto di fronte ad un torto e ad un’offesa. Lo ha capito anche il fondo Elliott (colpevolmente in silenzio da sempre) e anche Gazidis che si è invece rivolto ai tifosi con un triste comunicato stampa dopo l’esonero di ‘Zorro’.

Non sappiamo se invece l’ha capito Paolo Scaroni: numero uno di un club che oggi sembra aver smarrito la sua famosa capacità di comunicare. Il presidente parla poco anche lui e quando lo fa l’argomento principale è lo stadio nuovo. Negli ultimi giorni lo ha fatto di nuovo, allargando però il discorso anche alle problematiche legate al ‘campo’. L’intervista pubblicata dal ‘Corriere della Sera’, che ovviamente non poteva non includere un aggiornamento sulla questione stadio, ha però spiazzato la tifoseria e di fatto messo in un angolo il lavoro faticosamente portato avanti da Boban, Maldini, Massara e Pioli.

L’intervista di Scaroni

Frasi come “Elliott ha salvato il club“, caro presidente, non piacciono infatti più a nessuno. L’orgoglio rossonero dovrebbe infatti consigliarle di evitare di ricordare ogni volta l’intervento economico del fondo Elliott. I riferimenti alle due bandiere (“Boban? Non è una mia priorità. Maldini spero che resti, ma le interviste si concordano“) somigliano ad una mancanza di tatto verso due uomini che hanno fatto la storia del Milan. Il suo ‘endorsement’ nei confronti di Gazidis (“È un manager top“) fa invece a pugni con i risultati che ha fino ad ora portato l’ad sudafricano. Mettere in dubbio la permanenza di Ibra e Donnarumma non è infine il modo migliore per iniziare una trattativa per i loro rinnovi. Avremmo voluto sentire parole di incoraggiamento, di stima e di fiducia per un gruppo che guarda con preoccupazione al futuro. Ma forse in questo momento è chiedere troppo.

 

 

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