I tifosi del Milan non meritano questa umiliazione

È un povero Diavolo e vederlo conciato così fa male. Molto male. Prima della tragicomica sconfitta con la Fiorentina, c’era stato qualche timido segnale di ripresa in occasione della sconfitta con il Torino: una piccola luce in fondo al tunnel, che Chiesa e Ribery hanno subito spento. Pensavamo di essere arrivati a quella famosa svolta citata anche da Donnarumma nei giorni scorsi. Ci sbagliavamo tutti quanti e purtroppo è arrivata la dimostrazione che al peggio non c’è mai fine. Reduci da stagioni deludenti e obbligati ad assistere passivamente al teatrino societario e all’arrivo di giocatori neanche lontanamente propronibili in uno stadio come San Siro, i tifosi del Milan sono alle prese con l’ennesima umiliazione: forse la più brutta degli ultimi anni.

Le colpe di un clamoroso fallimento

Tentare di spiegare cosa sta succedendo e raccontare il punto più basso degli ultimi anni è davvero difficile. Lo è per la dirigenza e per l’allenatore, figuriamoci per noi tifosi: sempre masochisticamente vicini alla squadra, anche se ormai talmente abituati alle brutte figure da non soffrire nemmeno più come una volta. Siamo ormai anestetizzati di fronte alle sconfitte. Le colpe di questo lento, graduale e pare inarrestabile declino sono ovviamente di tutti. Forse anche di noi tifosi, che come al solito ci siamo fatti incantare da proclami affrettati, colpi di mercato promettenti e qualche piccola soddisfazione ottenuta durante le amichevoli estive. Fa male dirlo, ma il progetto rossonero sembra essere già arrivato al capolinea. Fa male perché quasi tutti noi lo abbiamo condiviso, sorridendo di fronte all’arrivo di Maldini e Boban e a quello di Marco Giampaolo. Il tutto dopo essere arrivati a coprire d’insulti un uomo che al Milan ha dato tutto e di più: Rino Gattuso.

Il futuro di Giampaolo

Quell’autocritica di cui ha parlato Paolo Maldini a Sky, deve ovviamente coinvolgere tutte le componenti. A partire da quella dirigenziale, che si è suicidata sul mercato puntando solo su giovani di belle speranze scartando a priori giocatori capaci davvero di resistere all’urto di San Siro. Poi ovviamente c’è l’allenatore, che al di là delle belle parole di qualche suo collega ha fino ad ora dimostrato di non essere all’altezza. E infine i giocatori che, tolti pochissimi elementi, mancano clamorosamente di qualità e carattere per vestire i colori rossoneri. Come fare per uscire da questa crisi? Forse cambiando l’allenatore. O forse non cedendo alla tentazione di silurarlo e di dover ricominciare tutto daccapo. Il dibattito è aperto.

 

 

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