Rossoneri, su la testa (la prossima volta però inseriamo l’antifurto)

La finale di Supercoppa che i rossoneri hanno giocato in Arabia Saudita lo ha confermato: la Juventus vince sempre. A volte con merito, altre volte meno. In alcune partite vince giocando un gran calcio, altre volte (come è successo contro il Milan a Gedda) camminando sul campo, soffrendo e facendosi dare una mano dal dodicesimo uomo. L’errore è però stato nostro e ora lamentarsi dell’arbitro non serve a niente. Dovevamo pensarci prima e uscire di casa inserendo l’antifurto. Banti a parte, capita raramente di affrontare una Juventus molle e sotto ritmo. E quando capita, bisogna approfittarne senza indugiare troppo. Ecco perché abbiamo sbagliato e perso la finale di Supercoppa. Ed è stato lo stesso errore che abbiamo commesso a novembre nella sfida di campionato giocata a San Siro.

Il Milan torna da Gedda con la valigia piena di rimpianti. Nonostante le molte assenze e il caso Higuain, che ha certamente condizionato le ultime ore dei rossoneri, la squadra meritava maggior fortuna. Qualitativamente molto lontana dalla Juventus e ancora a caccia di unasua identità ben definita, la formazione di Gattuso se l’è giocata con coraggio e orgoglio, è andata vicina al gol, ha assediato l’area bianconera in dieci uomini nei minuti finali ed è uscita dal campo protestando per il clamoroso rigore non assegnato e per la decisione dell’arbitro di non andare neanche davanti al monitor del Var.

L’impegno contro il Genoa

Rino Gattuso, al quale vanno fatto i complimenti, ha detto bene a fine partita: “La sconfitta brucia, ma dobbiamo guardare avanti”. Niente di più vero, perché paradossalmente sarà più importante la prossima trasferta di Genova: partita che i rossoneri non possono permettersi di sbagliare, per non perdere punti nella corsa Champions League. In attesa di capire come scenderà in campo la squadra (che non avrà Romagnoli, Calabria e Kessie), possiamo comunque essere orgogliosi di fronte alla prestazione generale e davanti alle conferme di alcuni giocatori (Cutrone e Paquetà tra questi) che hanno dimostrato anche a Gedda di meritare la nostra considerazione.

Higuain e Piatek

La nota certamente più negativa, al di la della sconfitta, è senza dubbio la questione Pipita: gestita male nei giorni scorsi e malissimo alla vigilia della finale di Supercoppa italiana. E’ un vero peccato che la storia tra il Milan e l’attaccante argentino si interrompa dopo pochi mesi e nella maniera più triste. Se Leonardo riuscirà a mettersi d’accordo con Preziosi, arriverà dunque l’attaccante polacco del Genoa: una scommessa da 40 milioni di euro. Un consiglio alla dirigenza: a Piatek converrà assegnare un numero diverso dal 9, perché è ormai assodato che quella maglia porti decisamente sfiga. Basta chiedere a tutti coloro che l’hanno indossata dopo Pippo Inzaghi.

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