Roberto Donadoni, intervista esclusiva a Voce Milanista: “Scudetto? Nulla è precluso a questo Milan”

La lunga striscia di risultati positivi, che ha portato la squadra di Pioli a conquistare la testa della classifica, ha risvegliato l’orgoglio rossonero e autorizzato tutti coloro che hanno a cuore il Milan a sognare e pensare in grande. Tra di loro anche un ex protagonista dei tempi d’oro come Roberto Donadoni. In attesa di tornare in panchina, dopo l’ultima esperienza in Cina, il mister di Cisano Bergamasco ci ha concesso una breve intervista proprio per parlare del magico momento della formazione milanista.

“Non posso dire che me l’aspettavo, però per come è stato fatto il percorso negli ultimi sette/otto mesi era abbastanza preventivabile il fatto che il Milan potesse avere un andamento di questo genere – ha dichiarato Donadoni ai nostri microfoni – La squadra è riuscita a dare continuità al cammino intrapreso diversi mesi fa e questo ovviamente mi fa molto piacere”.

Secondo lei il Milan può davvero ambire a vincere lo Scudetto?

“Mi rendo conto che è una domanda lecita che si fanno in molti, io però non me la pongo…cosi come credo non se la ponga Pioli. In questo momento bisogna dare continuità a quanto è stato fatto fino ad oggi, accettando la sfida tappa dopo tappa e cercando di mantenere questo standard che è stato sicuramente buono e positivo, nonostante le difficoltà incontrate nell’ultimo periodo con i vari infortuni. Essere riusciti a mantenere questo ritmo conferma che Pioli e la squadra hanno fatto e stanno facendo un ottimo lavoro”.

Il ritorno dell’Europa League può penalizzare la squadra?

“Non credo che debba spaventare, può creare qualche timore solo nella misura in cui Pioli non ha tutto l’organico a disposizione. Se avrà tutti disponibili e potrà alternare i giocatori, dando respiro a qualcuno, credo che l’appuntamento in Europa non debba spaventare. Anzi, deve essere preso come uno stimolo ulteriore soprattutto da chi in campionato ha trovato poco spazio”.

Maldini e la dirigenza sono riusciti a costruire il famoso mix tra giovani e giocatori esperti…

“La cosa importante è lavorare bene insieme, con una stretta collaborazione tra staff tecnico e dirigenziale. È chiaro che riuscire a miscelare giocatori di esperienza a giocatori più giovani crea il connubio perfetto e ideale. Deve essere un lavoro di team, cosi come è stato fatto negli anni passati quando il Milan era vincente. Credo che l’impronta debba essere quella e che il lavoro vada fatto in questo modo”.

Al di là dell’importanza del gruppo, qual è secondo lei il giocatore chiave?

“È difficile sceglierne uno. Credo che i meriti siano da distribuire a tanti giocatori. Il Milan ha un ottimo portiere come Donnarumma e al di là dell’importanza di Ibrahimovic ha anche altri giocatori importanti. Calhanoglu è un giocatore che si sta confermando una pedina fondamentale e gli altri gli vanno dietro. Leao sta facendo bene così come Theo Hernandez e Calabria, che ha preso più convinzione ed è anche diventato un jolly che si adatta. Direi che lo spirito che si è creato è buono. Tutti i giocatori seguono questa linea e questo non può che fruttare benefici al collettivo”.

Qual è il dettaglio che più l’ha colpita in questi mesi?

“L’entusiasmo è fondamentale e si ottiene quando si riesce a lavorare in un determinato modo e quando c’è la partecipazione positiva di tutti. Riuscire a creare all’interno del gruppo una competitività sana e positiva porta tutti a dare qualcosa in più. Questo è per me l’ingrediente fondamentale. È chiaro che poi servono le qualità tecniche, ma questi giocatori hanno dimostrato di averle. Se a questo riesci ad unire un atteggiamento e uno spirito di questo genere, diventa davvero una miscela positiva e importante. Se il Milan continuerà ad avere questa attitudine, questa voglia e questo gusto di fare le cose bene, credo che nulla possa essere precluso”.

 

 

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