Piatek fa felice il Milan: il pistolero spara anche a San Siro

Se Piatek è davvero quello che abbiamo visto nel Genoa e in queste prime due apparizioni con il Milan, ne vedremo delle belle. Se riuscirà a confermare ciò che ci ha già fatto vedere, dovremo tutti quanti delle scuse a Leonardo: accusato da molti (anche da noi) di aver speso con troppa sufficienza non solo i 35 milioni di euro di Piatek, ma anche quelli di Lucas Paquetà: l’altro acquisto azzeccato di questo mercato di riparazione invernale.

Sulla fotografia della vittoria del Milan con il Napoli, c’è dunque il volto “robotizzato” di Piatek. Ci sono le sue pistole fumanti e tutta la sua fame: ben diversa da quella che ha accompagnato Gonzalo Higuain a Milano. C’è quell’opzione che il Milan di Gattuso non ha mai voluto, potuto e provato a prendere in considerazione: la palla lunga al centravanti. C’è un giocatore che gioca con e per la squadra, che la fa salire prendendosi falli in mezzo al campo, che lotta alla pari facendo a sportellate con difensori tosti come Koulibaly.

I paragoni ingombranti

A chi somiglia? Meglio non paragonarlo a nessuno per il momento, anche se il prurito di accostarlo a grandi ex del passato ha colpito tutti quanti. Qualcosa di già visto in effetti pare esserci. La sua strafottenza alla vigilia del match (“Io sono nato pronto”) e anche dopo la partita (“Ve l’avevo detto che ero pronto, ed è solo l’inizio”), il suo modo di essere concentrato solo su una cosa (“Voglio solo segnare e vincere”) e il killer istinct con il quale ha freddato la sua prima vittima ricordano da vicino attaccanti che in rossonero hanno lasciato il segno.

La sua voglia di mangiare l’erba di San Siro ha trascinato la squadra: già pompata a mille dal guerriero Gattuso, un altro a cui molti dovrebbero dare delle scuse. Già che siamo in tema. Facciamo mea culpa anche per giocatori come Donnnarumma, Abate, Laxalt e Borini: tra i migliori e anche loro spesso nel mirino di parte della tifoseria rossonera. Aggettivi invece per commentare la prestazione di Romagnoli e Musacchio ormai non ne abbiamo più. Così come per Bakayoko. Giocatore pazzesco, da riscattare subito e che Gattuso ha portato ad un livello mai visto neanche a Monaco.

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