Piatek e lo sparo nel buio di Verona

Uno sparo nel buio: il solito, quello di Piatek. Questo, tre punti pesanti e nient’altro dalla notte di Verona. Dopo il primo tempo con l’Empoli, l’andata della semifinale di Coppa Italia con la Lazio e il Sassuolo a San Siro, il Milan ha confermato di non attraversare un momento brillante. Fisico, tattico o psicologico che sia, il problema va risolto in fretta, perché il derby è dietro l’angolo e in quel caso, oltre ad altri punti importanti per la Champions League c’è in palio anche l’orgoglio cittadino e una sconfitta bruciante (quella dell’andata) da riscattare.

Se è vero che l’altra faccia della medaglia è la capacità di soffrire e di non perdere punti con le piccole, è altrettanto vero che non può e non deve essere questo il Milan delle prossime partite. Specialmente quello che scenderà in campo contro l’Inter. Gattuso ed il suo staff lo sanno benissimo e siamo certi che lavoreranno su questo.

La squadra gioca spesso in maniera lenta e orizzontale, tende a fidarsi troppo del suo giro palla e delle garanzie che fino ad ora le ha dato una difesa di ferro. Continua a perdere palloni sanguinanti in mezzo al campo e a non dà mai la sensazione di poter chiudere le partite, rimanendo costantemente prigioniera degli assalti disperati dell’avversario. Proprio come è successo con il Chievo. E prima ancora con il Sassuolo.

Suso, chi l’ha visto?

I problemi sono generali, di squadra, ma anche legati alle prestazioni di alcuni singoli. Si parla spesso di Calhanoglu, ma Suso sta facendo peggio del turco da tempo. Con il Chievo non ha quasi mai saltato l’uomo e poche volte favorito la sovrapposizione di Conti. Stesso discorso sull’altra fascia, dove Laxalt è rimasto inchiodato nella nostra metà campo e dove Castillejo si accentrava lasciando ad un spento Paquetà la corsia mancina. Il tutto condizionato dal solito giro palla. Lento.

Sarebbe bello vedere ogni tanto un lancio in profondità, verso quello che rimane uno degli attaccanti più bravi a far salire la squadra e a far reparto da solo. Invece Piatek, gol a parte, ha nuovamente navigato nel buio. Perso e dimenticato dal resto della squadra, il polacco ha risolto la situazione col solito guizzo sulla prima palla sporca in area avversaria. Gol e tre punti, è andata bene. Ma non sempre potrà andare così.

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