Paquetà non è (e forse non sarà mai) Kakà, ma Leonardo non è un pirla

Trentacinque milioni di euro. Tanto sarebbe stato pagato (manca ancora la conferma) Lucas Tolentino Coelho de Lima. In arte Paquetà: soprannome che arriva dalla piccola isola della Baia di Guanabara, a Rio de Janeiro (grazie Wikipedia!), dove il pupillo di Neymar è nato ventuno anni fa. Dicevamo del costo del cartellino: 35 milioni di euro. Troppi soldi? Li vale davvero? Leonardo ha perso la testa? Domande che troveranno risposta alla prima uscita ufficiale di Paquetà, che al momento dell’indimenticato Kakà ha soltanto l’accento sull’ultima vocale. I dubbi sulla trattativa lampo del mercato rossonero però rimangono. Gattuso aveva bisogno di un attaccante centrale e di centrocampista con caratteristiche diverse, e invece si ritrova con un giocatore di difficile collocazione e sul quale c’è già un notevole pesante carico di aspettative.

La paura di un nuovo Gabigol

Conosciuto soltanto da chi mastica il campionato brasiliano (ovvero in pochi), del giocatore del Flamengo conosciamo solo qualche video montato ad arte e pubblicato su Youtube: gli stessi che, negli ultimi anni, hanno accompagnato con immagini mirabolanti molte pippe che sono arrivate a Milanello e in Italia. Troppo poco per poter dire di aver comprato un fenomeno. Abbastanza per capire invece che si tratta di uno che con i piedi ci sa fare. Il problema è che anche Mastour ci sapeva fare, poi sappiamo come è andata a finire. Come al solito, bisognerà vederlo in azione in un campionato totalmente diverso: lo stesso dove altri suoi connazionali (Gabigol, l’ultimo in ordine di apparizione) hanno fatto fatica a saltare il Masiello di turno e hanno spesso scaldato le chiappe in panchina o addirittura in tribuna.

L’azzardo di Leonardo

L’unico dettaglio (ma molto importante) che fa ben sperare tutti noi che abbiamo a cuore le sorti del Diavolo è proprio quello legato al nome di Leonardo. Al dirigente brasiliano dobbiamo infatti l’intuizione non solo di Kakà, ma anche di Thiago Silva e Pato: in pratica gli ultimi campioni seguiti tramite un vero e proprio scouting e soffiati con decisione alla concorrenza, prima dell’avvento del periodo di scambi a parametro zero con il Genoa e del “siamo a posto così”. Con Paquetà il buon Leonardo ha fatto la stesa cosa: l’ha seguito e l’ha comprato. Mettendoci la faccia e rischiando una figura di merda con il capo (vedi alla voce: Elliott). Non ci resta che aspettare l’annuncio ufficiale e vederlo all’opera. A Kakà bastarono un paio di allenamenti e la famosa partita d’esordio ad Ancona. Se Paquetà sarà degno di essere accostato a Ricky lo capiremo subito.

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