Montolivo? Sciacquatevi la bocca!

Sciacquatevi la bocca quando parlate di Montolivo. Portate rispetto per un giocatore che ha sempre onorato e sudato la maglia rossonera. Scriviamo in difesa di Riccardo perché, nonostante non sia riuscito a lasciare un segno indelebile nella storia del Milan, sin dall’inizio si è dimostrato un professionista esemplare e ha rispettato quel codice di comportamento che deve avere ogni giocatore che indossa la maglia della prima squadra di Milano. Mai una parola fuori posto, mai un’incazzatura verso chi gli ha sempre voluto male o verso quei compagni che condividevano con lui il centrocampo milanista (vogliamo parlare, ad esempio, di Muntari ed Essien?).

Se lo cercavi era sempre lì, al suo posto, senza fiatare e pronto a provare ad accendere una squadra torturata da continui cambi di allenatore e da un mercato fatto di scarti, parametri zero e giovani di belle speranze. Lontano dallo stereotipo del calciatore fighetto, pieno di tatuaggi e macchinoni, Montolivo è ragazzo normale come quei tanti che frequentano San Siro e che (ingiustamente) fischiano e vomitano insulti solo su di lui. Non vi piace come giocatore? Bene, ci sta, ma non trattatelo come il primo sfigato che passa per strada. E’ pur sempre Montolivo: un giocatore che ha vestito anche la maglia della Nazionale, pagando un prezzo salatissimo alla sfiga.

L’orgoglio di Montolivo

Come Massimo Ambrosini è stato per anni il capitano del Milan. Come “Ambro” è stato messo ai margini e accompagnato alla porta in modo poco educato. Trattato come una pezza da piedi, si è sempre comportato da signore anche quando gli hanno messo davanti Leonardo Bonucci e costretto a cedere quella fascia che ha portato al braccio con orgoglio. Non avrà la classe di Andrea Pirlo, ma Riccardo ha dato tutto quello che aveva e non importa se non è stato abbastanza.

Lo ha fatto con orgoglio, in tante partite, come in quella sera del 21 maggio 2016 contro la Juventus quando esce stremato e chiude la sua serata romana con il dolore per la sconfitta e con il saluto sotto la curva.  La presunta litigata estiva con Gattuso? Tutta da verificare. L’esclusione dalla tournée americana? Vera come la voglia di rottamarlo in tutta fretta. Spiace per chi gli vuole male, ma Montolivo rimarrà al Milan. Almeno fino a gennaio. E non preoccupatevi: dovesse entrare in campo darà tutto. Come sempre.

 

 

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