Romagnoli segna, Gattuso esulta: ma a Udine servirà un altro Milan

Gattuso avrà mille difetti, ma ha un pregio che pochi allenatori hanno: dice sempre le cose come stanno, senza tanti giri di parole. Nella frase “abbiamo pareggiato delle partite in cui avremmo meritato di più, oggi invece abbiamo giocato peggio di altre volte ma abbiamo vinto”, c’è tutto il riassunto di Milan-Genoa: partita cominciata in discesa, continuata in salita e terminata con un risultato figlio della fortuna. Il colpo di culo al 92esimo di Romagnoli, arrivato dopo l’ennesima prestazione a tratti indecente, ripaga infatti il Diavolo di qualche punto perso per strada sfortunatamente e dà equilibrio ad una classifica che adesso, finalmente, si può ammirare senza bisogno di mettersi in bocca un Malox.

Certo i problemi rimangono ed è frustrante constatare che la squadra non riesca mai a giocare bene per tutti i novanta minuti e che non riesca quasi mai a coprire i propri difetti con grinta e intensità. Le cause sono sempre le stesse e le conosciamo, e l’assenza di diversi giocatori fondamentali (quelle di Biglia e Bonaventura si sono fatte sentire) non può giustificare la sofferenza contro un avversario che ha avuto troppo spazio e che ha messo in apprensione i nostri difensori. Lo ha capito e detto anche Gattuso in conferenza stampa. Lo ha fatto, come abbiamo scritto all’inizio, sempre con la solita onestà intellettuale e tattica: “L’impressione è che loro ci potessero far male”.

La Juventus nel mirino

Nella serata di Halloween, Romagnoli ha dunque regalato un dolcetto a tutti i tifosi e allontanato i fantasmi e le inevitabili critiche che sarebbero (giustamente) arrivate in caso di pareggio. Il gol da grande attaccante del capitano (un omaggio ai 54 anni compiuti da Van Basten), sistema la classifica e ci porta al quarto posto: ovvero in zona Champions League. Ovvero a quattro punti dall’Inter: quella squadra di fenomeni che va tanto di moda in questi giorni, e che fondamentalmente è davanti a noi per l’uscita alla cazzo di cane di Donnarumma nel derby.

Lassù c’è invece c’è la Juventus: l’unica formazione per noi irraggiungibile. Con le altre, bene o male (e se vogliamo), ce la possiamo giocare. Dopo la trasferta di Udine (da prendere sempre con le pinze, nonostante la squadra di Velazquez sia poca cosa), arriverà a Milano proprio la capolista. Se giocheremo come abbiamo fatto con il Genoa saranno cazzi amari. Se invece la metteremo sulla corsa e sulla grinta, forse potremo uscire da San Siro con un risultato positivo. E’ meglio che Gattuso cominci a lavorare su questi aspetti. E che ci dica finalmente (e con l’onestà che gli abbiamo riconosciuto prima) cosa è successo con Montolivo. Senza Biglia e con le riserve che abbiamo per quel ruolo, serve anche l’esperienza di Riccardo.

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