Milan, dov’è finita la grinta di Gattuso?

Il saldo del Milan in questa prima parte di stagione è decisamente in rosso. Il credito che ci era stato dato dopo i cinquanta minuti a Napoli e la partita in casa contro la Roma, la squadra se l’è sputtanato come la vecchietta davanti alla slot machine dopo aver preso la pensione. Abbiamo regalato punti e fatto beneficenza contro Cagliari, Atalanta ed Empoli. Vinto a fatica contro una squadra di merda lussemburghese (perché di questo si tratta, non nascondiamoci dietro ad un dito) e aperto ufficialmente la crisi. Di punti, perché il gioco a tratti si è visto anche in queste ultime tre gare.

Gattuso come Montella

Come abbiamo già scritto: evitiamo di buttare tutto a mare dopo poche giornate. E’ meglio analizzare quello che non funziona con la dovuta lucidità e una buona dose di incazzatura. Quella che sinceramente non abbiamo visto a Gattuso durante la partita e nel post gara. In panchina pare non aver più il fuoco dentro (o il veleno, come piace dire a lui) e davanti alle telecamere è sembrato la copia sbiadita del guerriero che tutti conosciamo. Nelle dichiarazioni Gattuso è sembrato un Montella qualunque (mancavano i sorrisi), un Mazzarri 2.0 con le immancabili scuse (“Ci è mancato l’uomo migliore, il portiere ha fatto i miracoli“). Questo è il problema più grande, perché se il tecnico non riesce a trasmettere tutta la sua cattiveria alla squadra allora sono davvero cazzi.

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Le colpe, però, non sono tutte dell’allenatore. Anzi, una buona percentuale è da attribuire a Romagnoli e compagni. Dietro si balla di brutto (e meno male che Gigio ha ripreso a parare), in mezzo c’è poca grinta, davanti non si segna neanche a porta vuota. In tutto questo aggiungiamoci pure le parole al miele della dirigenza, che ha regalato alibi parlando di poca esperienza. Serve una scossa. Qualcuno che prenda per le palle la squadra e che stringa forte per tentare di spremere ogni goccia di furore agonistico. I punti persi peseranno molto alla fine del campionato. Se vogliamo uscire da questa situazione bisogna solo fare una cosa: vincere. Ed è quello che il Milan non è più capace di fare.

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