L’Inter, Vecino e quello che il Milan non ha (e che forse non potrà mai avere)

Tutti contro tutti. Anzi, no: tutti contro Gattuso e Donnarumma. Già che ci siamo diamo una bella legnata anche a Leonardo, Maldini e a chi c’era prima. Vuoi poi non dire qualcosa a Gazidis? “Cazzo, è appena arrivato”, direte voi. Ma chi se ne frega: lanciamogli contro qualche insulto. Così, tanto per “sport”. Passata (?) l’incazzatura, è ora giusto e doveroso archiviare il derby, tenendo però a mente cosa NON devono più fare allenatore e giocatori.

Non giudichiamo i toni, ma condividiamo ogni singola lettera delle parole dei responsabili della Curva Sud. Comprendiamo lo sdegno di chi si è macinato chilometri per vedere tale spettacolo e di chi, ad un figlio tifoso di una certa età, ha dovuto spiegare che nel calcio si vince e si perde, senza però aggiungere che c’è modo e modo di perdere e che soprattutto non si deve perdere contro quelli con la maglia nerazzurra.

Imparare dagli errori

Si riparte da qui, da quella brutta pagina rossonera e da quel maledetto gol di Icardi che, tanto per cambiare, ha dimostrato il momento felice dell’Inter: cominciato con il jolly pescato a Roma contro la Lazio, proseguito con quello con il Tottenham e terminato con la rete decisiva nel derby. In tutte e tre le situazioni, protagonista è stato Vecino. E’ non è un caso, visto che è uno che ha davvero personalità e grinta da vendere.

I nostri prendano nota e imparino in fretta. Non siamo in Francia dove dopo il Psg, il Lione e poche altre c’è il nulla. In Italia si fatica contro tutto e tutti. Puoi prenderle anche con la Spal se non giochi con la giusta grinta e la giusta concentrazione (la Roma ne sa qualcosa). Non esiste avversario facile se giochi pensando a quello che dovrai ordinare al ristorante dopo la partita. Serve scegliere uomini veri. Alla dirigenza e a Gattuso il compito di farlo in fretta.

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