Siamo il Milan, non meritiamo una vergogna simile

 

Uno dei più brutti derby giocati dal Milan negli ultimi anni è terminato con una sconfitta dolorosa ma inevitabile. Inevitabile perché quando giochi per non prenderle finisci davvero che le prendi. E anche sul muso. Nel giorno dell’anniversario della morte di Herbert Kilpin, ora siamo qui a leccarci le ferite e a ripensare ad una partita che invece andrebbe dimenticata in fretta.

Il punto di vista di Rino

Fino al gol ci sono state molte cose positive”, ha dichiarato Gattuso a Sky nel post partita. Vorremmo chiedergli: quali, caro Rino? Quali cose positive hai visto? Qua c’è qualcosa che non torna se davvero hai visto una buona partita. Riguardatela con calma e guarda ad esempio Gonzalo Higuain: uno dei più forti attaccanti al mondo, completamente isolato e impotente. Guardalo sbracciarsi per tutta la partita e invocare i compagni a salire e a non rinculare verso la difesa. Osservalo chiedere un minimo di coraggio in più ad una squadra scesa in campo già con la paura addosso. E’ questo quello che dobbiamo vedere noi tifosi? Noi siamo il Milan, Rino. Non il Chievo. E qui qualcuno se l’è dimenticato.

Il tradimento di tecnico e squadra

Pochi cazzi, il derby l’abbiamo perso meritatamente caro Gattuso. L’abbiamo perso prima di entrare nel tunnel che porta al prato verde di San Siro. E questo dovresti saperlo, perché tu sai che se non giochi queste partite con grinta, ferocia e mentalità vincente (doti necessarie per giocare e vincere con chiunque, figurati con la seconda squadra di Milano), torni a casa sconfitto e umiliato dal tuo peggior nemico. Da quello che ti vive accanto e che da oggi ti ricorderà fino al derby di ritorno il gol di Icardi. Una rete che prima o poi sarebbe arrivata, ed il fatto che sia arrivata al 93esimo su una clamorosa cazzata di Donnarumma (e dopo uno svarione di Musacchio, che fino a quel momento aveva fatto bene) è solo un dettaglio.

Salvato il soldato Gonzalo

Inutile a questo punto prendersela con Gigio (anche se un po’ di Pepe al culo – la maiuscola non è un caso – farebbe bene), non serve a un cazzo invocare Caldara al posto di Musacchio. Serve invece aprire una seria e profonda riflessione in casa Milan. E la domanda è sempre quella: è Gattuso che non trasmette la famosa mentalità vincente o sono i giocatori che non sono all’altezza? Occorre trovare subito la risposta, perché in entrambi i casi c’è bisogno di una soluzione. Non servono solo giocatori dai piedi buoni, anzi quelli forse ci sono. Mancano temperamento, carattere, personalità. Mancano le palle. Quelle che ha Gonzalo Higuain, che da solo non può (e non deve) risolvere e curare tutti i problemi del Diavolo.

Il cambio di modulo

Se è vero che tutti i mali non vengono per nuocere, speriamo a questo punto che il derby apra gli occhi a tutti. In attesa del mercato di gennaio (ammesso che si riesca a rinforzare davvero la squadra), occorre fare scelte drastiche e trovare un nuovo assetto. Con Calhanoglu in queste condizioni il 4-3-3 è innocuo. Il rientro di Conti e l’esigenza di non far morire di solitudine il Pipita suggerisce un bel 3-5-2: modulo che tra l’altro verrebbe digerito a dovere anche da Caldara. Ma prima di arrivare a tutto ciò, servono scelte ben precise a livello dirigenziale. Gattuso va difeso e supportato a prescindere, ma se non lo si ritiene sufficientemente pronto per guidare il Milan è meglio che qualcuno cominci a lavorare per il futuro e metta subito le mani sull’allenatore giusto per la squadra del prossimo anno.

 

 

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