Milan, a Bologna si è toccato il fondo: Leonardo e Maldini prendano nota

Il Milan si ferma ancora. Al peggio non c’è mai fine, purtroppo. Pensavamo di aver toccato il fondo ad Atene, invece abbiamo visto di peggio a Bologna contro una squadra decisamente meno forte dell’Olimpiacos e in un ambiente che, rispetto a quello dello stadio greco, è al confronto come una sala di un oratorio. Per l’ennesima volta il Milan butta via una grande occasione. Per l’ennesima volta andiamo a letto delusi e schifati da una prestazione inconcepibile, imbarazzante e inguardabile contro una squadra in crisi, terz’ultima in campionato e con il proprio allenatore ad un passo dall’esonero.

Le colpe di Gattuso

La pazienza sta finendo, anche se è difficile trovare il principale responsabile di questo scempio e la possibile cura per uscire da un’apatia generale preoccupante. Tutti dovrebbero farsi un esame di coscienza. Tutti, nessuno escluso. Il tecnico in primis, e poi a scendere giocatori come Calhanoglu e Higuain: fantasmi che, purtroppo, non fanno più notizia. Gattuso deve poi dirci che cazzo ha in testa. Spiegarci perché insiste su alcuni giocatori, perché ne lascia fuori altri (ma Conti?) e perché non chiede chiaramente (e pubblicamente) quei rinforzi di cui ha bisogno.

L’importanza di non sbagliare a gennaio

Perché possiamo raccontarci di tutto. Possiamo nasconderci di fronte alle difficoltà, invocare la sfiga e maledire gli infortunati, ma di certo non possiamo raccontarci la palla del “siamo a posto così”, come faceva fino a qualche mese fa il signor Galliani. Siamo quarti perché Lazio e Roma stanno facendo peggio di noi: questa è la verità. Se non compreremo i giocatori giusti nel prossimo mercato invernale, molto difficilmente riusciremo a rimanere in zona Champions League. E per giocatori giusti intendiamo campioni veri: giocatori in grado di cambiare la faccia ad una squadra in perenne crisi d’identità. Con la speranza che Paquetà sorprenda tutti e faccia davvero come Kakà, un’ultima cosa va però detta chiaramente: dei vari Pato, Quagliarella e Muriel questa squadra non se ne fa un cazzo.

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