Maldini, Pioli e l’anno della rinascita rossonera

Cominciato con il punto più basso della gestione Pioli, ovvero la pesante sconfitta con l’Atalanta a Bergamo, il 2020 del Milan si chiude con la squadra in testa al campionato, imbattuta da dopo il lockdown e ai sedicesimi di Europa League. Un exploit pazzesco e inimmaginabile, che permette a tutti i tifosi rossoneri di conservare nel cuore gli ultimi sei mesi di questo maledetto 2020, da dimenticare in fretta per la pandemia, e guardare al 2021 con fiducia e soprattutto con ambizioni diverse da quelle annunciate dalla dirigenza ad inizio stagione.

Contro tutti i pronostici e nonostante i pareri di parte della critica, che ci ha spesso indicato come la sesta forza del campionato, Romagnoli e compagni sono infatti riusciti non solo a candidarsi per un futuro piazzamento Champions ma anche a farsi inserire tra le possibili candidate per vincere quel pezzo di stoffa con tre colori, che manca sulla nostra maglia da troppo tempo e che non chiameremo per nome per ovvi motivi scaramantici. In attesa del primo big match del 2021 (il prossimo 6 gennaio con la Juventus), vanno dunque messi in risalto e celebrati i meriti di chi ha saputo cambiare la faccia alla squadra e riempirci finalmente il cuore di orgoglio per i nostri colori.

I protagonisti del 2020 rossonero

Davanti a tutti, a pari merito, ci sono Paolo Maldini e Stefano Pioli: il primo fondamentale con le sue scelte sul mercato, il secondo capace di dare un gioco (spesso divertente) ad una squadra che fino a marzo arrancava nella sua mediocrità. Dietro l’ex capitano e il tecnico, non possiamo non citare Ibrahimovic e Kjaer: comandanti pluridecorati di una truppa molto giovane ma brava a mettere in campo carattere e personalità. A loro ci aggiungiamo anche Gazidis: criticato ferocemente (anche da queste pagine) ma bravo a tornare sui suoi passi e ad evitare l’azzardo Rangnick.

Al di là degli evidenti meriti dei protagonisti principali, il nostro applauso va però esteso a tutta la comitiva rossonera. A chi ha lavorato con Pioli, a Moncada e al gruppo scouting, al resto della rosa milanista (da Donnarumma in giù, tutti più che positivi) e anche a chi ha svuotato la sua scrivania in via Aldo Rossi prima di lasciare un segno indelebile su alcune scelte strategiche: Zvonimir Boban. E infine una standing ovation la meritano anche i tifosi dei tre anelli di San Siro: a casa, davanti alla televisione, nel punto più alto dell’ultimo decennio del Milan. In particolare ai ragazzi della Curva Sud: commoventi con le loro feste al pullman rossonero

 

 

 

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