Leonardo e le parole (sbagliate) su Higuain

Higuain. Adesso uno dei problemi più grandi, secondo Leonardo, pare essere proprio il Pipita. Non importa se ha un curriculum di tutto rispetto, se a Torino continuano a rimpiangerlo nonostante CR7, se è tuttora uno degli attaccanti più forti in circolazione e se gioca in una squadra che non riesce a fargli arrivare palloni giocabili in quantità industriale. La colpa è di Gonzalo, punto e basta. Le parole del dirigente rossonero, che dovrebbero sempre rimanere dentro Milanello, hanno così gettato la croce addosso all’argentino e riaperto un caso che sembrava chiuso con la rete alla Spal di pochi giorni fa.

 

L’errore di Leonardo

I motivi che hanno spinto Leonardo a “cazziare” pubblicamente il giocatore, a margine della presentazione di Paquetà, verranno a galla a fine stagione, quando la Juventus si presenterà alla cassa per riscuotere e quando probabilmente il Milan si tirerà indietro, rinunciando al riscatto e buttando nel bidone dell’umido l’unico vero campione arrivato a Milano dai tempi dell’addio di Ibrahimovic. Se arriveremo a tale conclusione lo scopriremo dunque più avanti. Di certo c’è che l’inutile e dannosa arringa del direttore generale milanista, rischia infatti di complicare il lavoro di Rino Gattuso che potrebbe ritrovarsi nuovamente con un attaccante svogliato, nervoso e con le valigie pronte.

La lezione di Sarri

Leonardo e tutta la dirigenza avrebbero però dovuto imparare qualcosa dall’esperienza napoletana dell’argentino. Higuain è infatti uno che ha dimostrato di aver sempre bisogno di carezze e gesti d’affetto. Di massima considerazione e di totale fiducia. Maurizio Sarri fu capace di amplificare tutta la potenza di Gonzalo (capocannoniere nel 2015/16 con 36 reti) trattandolo come un figlio, e non come un peso morto all’interno della squadra. Cosa che ha fatto Leonardo, sul cui operato val la pena che i tifosi facciano una profonda riflessione, piuttosto che massacrare psicologicamente Higuain e deleggitimare un giorno sì e l’altro pure il povero Gattuso.

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