L’amore eterno per Andriy Shevchenko

 

Tra i tanti campioni che hanno vestito la maglia del Milan, Andriy Shevchenko occupa un posto privilegiato nel cuore di ogni tifoso rossonero. Sheva ha lasciato un segno indelebile nella storia di questo club, ha scandito e accompagnato parte della nostra vita proprio come una bella canzone. Per molti di noi è come un fratello maggiore. Ai suoi gol sono abbinati momenti, luoghi e facce. Il rigore di Manchester, ad esempio, è una fotografia nitida che mostra dove e con chi abbiamo pianto di gioia in quel preciso istante: indimenticabile, come il suo volto concentrato al momento di calciare dagli undici metri.

L’umiltà di Shevchenko

A bocce ferme e a distanza di quasi vent’anni dal suo arrivo in Italia, Andriy è ancora come l’abbiamo lasciato. Come direbbe il mitico Carlo Pellegatti: è ancora il “Bambi di Kiev”. Chi ha avuto la fortuna di stringergli la mano, e di condividere con lui pochi metri quadrati in occasione del suo recente ritorno a casa (Milan), lo ha infatti trovato sempre umile e sorridente come in quella calda giornata estiva del 1999. Sempre disposto a farsi travolgere dall’affetto dei suoi tifosi. Sempre con quella faccia un po’ intimidita e con quell’educazione ed eleganza, trasmessa dal colonnello Lobanowski, che lo accompagna tuttora nella vita di tutti i giorni.

L’affetto dei tifosi

La sua foto dà sempre i brividi. E’ sempre nel nostro portafoglio, appesa in camera da letto di fianco a quella dei nostri figli, impresa a fuoco nel nostro cuore rossonero. Sentire il suono della sua voce, poi, fa smettere di respirare. Ti fa commuovere e chiudere gli occhi, anche se di fianco a lui (e di fronte a te, in televisione) c’è quella gran gnocca di Diletta Leotta. Come è successo già per Maldini, il suo numero andrebbe ritirato. Conservato gelosamente e al riparo da pseudo campioni in grado di rovinare quel 7 che per tutti noi sarà sempre di Andriy. Perché in pochi possono capire cosa proviamo noi milanisti per Shevchenko. Forse chi ha amato alla follia Maradona. Forse.

 

 

 

 

 

 

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *