L’altra faccia del Diavolo (quella più brutta)

 

Dopo settimane di risultati positivi e di partite giocate anche in maniera accettabile, il Diavolo torna dallo stadio Olimpico con uno 0-0 ottenuto al termine di un match per larghi tratti inguardabile. Come ha onestamente ammesso Gattuso ai microfoni della Rai, la prima semifinale di Coppa Italia è stato un deciso passo indietro per i rossoneri: sempre in affanno in fase di costruzione , mai davvero pericolosi dalle parti di Strakosha e decisi a difendere un pareggio senza reti, che in questi casi è sempre un’arma a doppio taglio.

L’unica cosa da ricordare della trasferta di Roma è dunque la solita compattezza difensiva. Il resto è invece quasi tutto da dimenticare, perché anche dal punto di vista dei singoli in molti hanno tradito le attese. Escludendo la difesa, tutta sopra la sufficienza, in mezzo Bakayoko e Paquetà sono stati meno lucidi e precisi rispetto alle ultime uscite, mentre in avanti è andata in scena l’ennesima prova abulica di Suso e Calhanoglu: entrambi colpevoli di non aver dato un pallone giocabile a Piatek.

La desolante notte di Piatek

La serata del polacco, la peggiore da quando è arrivato a Milano, è stata desolante. Mai un pallone pulito, un cross decente da una delle due fasce, un compagno che gli ha dato una mano in mezzo ai difensori laziali. Piatek ha praticamente giocato da solo una battaglia che mai e poi mai avrebbe potuto vincere. Che Gattuso ci metta le mani in fretta su questo problema, perché è un vero delitto avere un attaccante del genere e non riuscirlo a servire.

In vista delle due gare con Sassuolo e Chievo, ma soprattutto in attesa del derby con l’Inter, il Diavolo deve ora cancellare in fretta la brutta serata dell’Olimpico e riprendere il suo cammino in campionato. Contro i neroverdi saremo in sessantamila a San Siro: un pubblico così merita una spettacolo certamente migliore di quello che si è visto in Coppa Italia contro la Lazio.

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