La “garra” di Musacchio: perché l’argentino può togliere il posto a Caldara

Musacchio (foto da Instagram)

E’ arrivato Mattia Caldara. Bene, ottimo acquisto. Ma siamo sicuri che riuscirà a confermarsi anche in un palcoscenico come quello di San Siro? Noi pensiamo di sì, ma nell’attesa che si ambienti al meglio, ci godiamo Mateo Musacchio. Passato come l’acquisto più sfigato (insieme a quello di Borini) della precedente gestione tutta “ravioli al vapore e involtini primavera”, il difensore argentino ha ora il coltello dalla parte del manico dopo aver fatto la muffa per mesi in panchina. Già, perché se l’ex Villarreal continuerà a giocare in questo modo sarà difficile dirgli: “Ehi Mateo, levati dalle palle. Torna in panchina“.

Musacchio, il difensore che non ha paura

Può aver paura della concorrenza uno che già a sedici anni faceva le battaglie sui campi della prima divisione argentina? Uno che sfidava ed entrava duro su Cristiano Ronaldo e Leo Messi? Musacchio non ha solo una bella fidanzata, ha soprattutto le palle quadrate per giocare in Serie A. Ok, d’accordo, non è Nesta e a Napoli ha sbagliato (cit. Gattuso), ma con la Roma si è mangiato sia Dzeko che Schick: puntualmente rimbalzati dal muro argentino (altro che Samuel). Sarà lui a giocare titolare a Cagliari? Non è un problema, l’importante è che sia disponibile ad entrare e fare la guerra in caso di emergenza.

L’uomo ideale per Gattuso

Bonucci è andato (e forse è meglio così), ma Musacchio è rimasto nonostante i rumors di calciomercato. Non avrà il piede educato dello juventino nel lanciare i compagni, ma ha lo stesso temperamento dell’ex capitano, forma con Romagnoli una buona coppia ed è il giocatore ideale per Rino Gattuso. Ringhia come lui, non si tira mai indietro, ha la “garra” giusta per il nostro campionato. “E’ un leader, se vede qualcosa di storto in spogliatoio non fa passare nulla – ha dichiarato non molto tempo fa il nostro allenatore – E’ uno vero, che parla faccia a faccia. Sono questi gli atleti e gli uomini che piacciono a me“.

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