Il nostro destino è nelle mani di Allegri

C’è sempre una prima volta nella vita e domenica prossima sarà probabilmente così per tutti noi tifosi del Milan, che tiferemo senza pudore la Juventus di Massimiliano Allegri. Il destino europeo del Diavolo passa infatti non solo dal risultato dei rossoneri contro il Frosinone, ma anche e soprattutto dall’eventuale vittoria dei campioni d’Italia contro l’Atalanta: risultato che potrebbe portarci al quarto posto e a pari punti con i bergamaschi. Al weekend decisivo Gattuso ci arriva dopo una vittoria (con solita sofferenza allegata) a Firenze. La squadra di Gasperini, reduce dal successo sul Genoa, potrebbe invece arrivarci con le gambe stanche dopo la finale di Coppa Italia contro la Lazio. E questo potrebbe essere un dettaglio importante in vista dei novanta minuti dello Stadium.

La vecchia signora e la Dea

La preoccupazione di molti di noi è che la Juventus giochi con il braccino con i bergamaschi. Paura legittima, perché non è la prima volta che una squadra senza ormai nessuna ambizione scende in campo pensando già alle vacanze. Nel caso di quella bianconera, però, ci sono buoni motivi per conservare intatte le nostre speranze: la poca voglia di fare brutte figure di Allegri, la grinta di quelle seconde linee che non vedono l’ora di mettersi in mostra (Kean tra questi), la fame di Cristiano Ronaldo (che vuole diventare capocannoniere) e l’obiettivo di non rovinare la festa scudetto che arriverà dopo il fischio finale del match dello Stadium.

L’obiettivo di Gattuso e l’aiuto di Allegri

Il Milan, ovviamente, dovrà fare il suo. Vincere, senza se e senza ma. Vincere anche giocando male, come è successo nel secondo tempo con la Fiorentina, dove la squadra ha nuovamente messo in mostra i principali difetti già emersi in tutta la stagione: su tutti quello di non essere capace di ammazzare la partita, di fronte ad un avversario in evidente affanno e in capace di reagire. Noi tifosi ci crediamo. C’è un un’ultima possibilità e bisogna a tutti i costi provare a giocarsela fino in fondo. Anzi, fino alla fine. Proprio come dovrebbe fare la Juventus di Massimiliano Allegri.

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