Higuain, il Federer del Milan: in rossonero grazie a Cristiano Ronaldo

Ora c’è Higuain. Possiamo tranquillamente salutare i pseudo attaccanti visti transitare di recente da Milanello. Salutiamoli senza rimpianti i vari Kalinic, Andrè Silva e Bacca: giusto per fare i nomi degli ultimi tre che hanno preso la valigia e sono saltati sul primo volo per la Spagna. Troveranno riscatto nella Liga? E chi se ne frega. Tanto abbiamo già capito che a San Siro non entreranno più. Soprattutto con la maglia del Milan. Ci avevamo creduto tutti. Inutilmente. Avevamo letto del loro acquisto accompagnandolo con un “cazzo, finalmente un grande giocatore“. Abbiamo sbagliato tutto, hanno sbagliato tutto.

I flop di Kalinic, Andrè Silva e Bacca

Come già capitato con altri presunti campioni visti in azione al Meazza (Cerci, ad esempio, ma la lista è lunga), sono arrivati fenomeni, si sono dimostrati pippe e sono ripartiti con il primo volo disponibile. Perché succede questo? Boh, e comunque sticazzi. L’importante è accorgersi in tempo dell’errore e rimediare. La Fiorentina ha mandato a Milano il cugino rintronato del bomber croato, il Porto un bimbo spaesato che passava da quelle parti, mentre Bacca…beh, “ciaone” Carlos: tanto la mettevi dentro solo dall’area piccola. Forse. Dimentichiamoli in fretta e dimentichiamo anche la famosa sfiga della numero 9, perché ora quella maglia è sulle spalle di un certo Gonzalo Higuain. Lui sì che sposta gli equilibri, altro che “quello lì” arrivato da Torino e scappato dopo una sola stagione.

Higuain, il Federer del Milan

Il “Pipita” è tutto tranne che una mezza sega. E’ uno vero, uno che la butta dentro in qualunque modo, che fa reparto da solo (finalmente) e che fa salire la squadra nei momenti di apnea. Come Ibrahimovic, più di Ibrahimovic, perché il modo in cui accarezza il pallone è decisamente più raffinato di quello del gigante di Malmoe. E’ il Roger Federer del Milan. Altro che panzone scoppiato. A Napoli ha vissuto una serata difficile, è vero, ma con la Roma ha spaccato, dimostrato tutta la sua immensa classe e messo in mostra inaspettate doti da rifinitore. Il tutto mentre a Torino ancora lo rimpiangono. Ora toccherà a Rino Gattuso costruire una squadra e un gioco “Higuain friendly”. Con o senza Cutrone al suo fianco. E il bello è che dobbiamo ringraziare Cristiano Ronaldo: se non era per lui, col cazzo che la Juventus ce lo vendeva.

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