Higuain e il nervo scoperto: il Pipita paga colpe non sue

Il senso d’impotenza che il Milan di Gonzalo Higuain ha dimostrato con la Juventus è stato desolante, e uscire da San Siro incazzati è ormai diventata una spiacevole abitudine. Certo, contro questa Juventus il risultato era francamente prevedibile (anzi, poteva andare anche peggio), nessuno si aspettava però la giornata negativa di quasi tutti i giocatori scesi in campo. Quella tecnica che Gattuso aveva chiesto ai suoi non si è infatti vista, e i peggiori in campo sono stati proprio quelli dotati di un piede più educato: Suso, Calhanoglu e Higuain. Gli altri, quelli che avrebbero dovuto metterci la “garra”, hanno invece affrontato in maniera timida un avversario stanco dalle fatiche della Champions e sicuramente lontano dalle sue serate migliori.

Salvate il soldato Higuain

Prendersela con Higuain è fin troppo facile. La voglia di rivalsa lo ha fregato dagli undici metri, il nervosismo che dura da settimane ha fatto il resto. Al netto dei suoi errori, la colpa del momento del Pipita è però di chi ha costruito la squadra e di chi la manda in campo. All’argentino non arriva mezza palla giocabile ed è circondato da giocatori che giocano in orizzontale e non saltano mai l’uomo. E’ penalizzato da un modulo che prevede l’infinito, sterile e pericoloso giro palla. Mai un lancio in profondità, mai una palla banalmente buttata oltre il centrocampo avversario. A Napoli e a Torino aveva di fianco a lui dei giocatori veri: campioni che sono stati in grado di esaltare le sue doti. Al suo posto, non sareste incazzati e nervosi anche voi?

Il mercato di gennaio

Per salvare la stagione e per dare un senso all’arrivo di uno degli attaccanti più forti in circolazione, occorre dunque tornare sul mercato in maniera prepotente. Fair Play Finanziario permettendo, al Milan di oggi mancano infatti tre giocatori fondamentali: un difensore di livello, un centrocampista in grado di rendere la manovra più veloce e di giocare in verticale e un compagno di reparto che giochi insieme a Higuain. In difesa, oltre a Romagnoli, non ci sono infatti valide alternative. A centrocampo c’è da diversi anni il vuoto cosmico e nel reparto offensivo non esiste una terza punta di pari livello del Pipita. Ecco perché Leonardo e Maldini dovranno rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Il resto lo dovrà invece fare Gattuso, chiamato a scegliere una volta per tutte il modulo giusto e definitivo per questa squadra.

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