Higuain e Cutrone: Rino, ora non dividerli più!

Eppure non ci voleva molto. Lo avevano capito tutti che Higuain aveva bisogno di una spalla e che con questo Calhanoglu il 4-3-3 non aveva senso. Con un po’ di ritardo, e grazie anche ad una serie di coincidenze (partite perse, polemiche varie, problemi del turco e Cutrone “on fire”), lo ha capito anche Gattuso che ha finalmente sdoganato il 4-4-2: modulo che ha garantito maggior peso offensivo e una migliore copertura a centrocampo grazie anche alla corsa di Laxalt.

Tra le cose positive viste (a tratti) contro la Sampdoria, anche la grinta ed il pressing a tutto campo chiesto da Gattuso alla vigilia. Una squadra corta e attenta in fase di non possesso palle e feroce su ogni pallone vacante, ha infatti permesso di mandare in corto circuito gli avversarti e di liberare spazi per i nostri attaccanti. Quello che è successo, ad esempio, dopo il gol di Cutrone con Suso che era spesso libero di avanzare palla al piede e di puntare il difensore blucerchiato.

Quello che ancora non funziona

Detto questo, alcuni problemi rimangono: la fragilità della difesa, la tendenza a farsi prendere dalla paura in alcuni momenti della partita e il conseguente pericoloso arretramento del baricentro. Problemi che dovranno essere risolti in fretta: prima della super sfida con la Juventus del prossimo 11 novembre a San Siro. Prima del match contro Cristiano Ronaldo e soci, ci saranno però due partite da vincere assolutamente per rimanere attaccati al vertice della classifica.

Genoa e Udinese, per quanto visto anche in questo weekend, non possono essere un grande problema anche per questo balbettante Milan. Il Grifone vive sui gol di Piantek e su poco altro, i friulani sono invece una squadra decisamente mediocre: e la classifica che hanno dimostra tutta la loro pochezza. La classifica non è per niente male. Peccato perché se avessimo qualche unto in più con Cagliari, Atalanta ed Empoli a quest’ora saremmo stati attaccati al culo dei cugini nerazzurri.

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