Giornalai, gufi e pseudo tifosi: Pioli vince e allontana pessimismo e critiche

Dopo i passi falsi con Spezia e Inter e i due pareggi deludenti con la Stella Rossa, leggere e ascoltare il commento di alcuni tifosi rossoneri e di quei giornalisti che affollano le televisioni private, mettendoci il faccione e dimenticando l’etica professionale, è stato davvero frustrante e irritante. Per nostra fortuna, dalle parti di Milanello non hanno perso tempo dietro a queste chiacchiere da bar e la conferma è arrivata con l’importante vittoria contro la Roma: ottenuta meritatamente, anche se con qualche patema d’animo di troppo.

Messo il bavaglio alla critica, in questi giorni anche fin troppo cattiva nei suoi confronti, Stefano Pioli può dunque festeggiare tre punti fondamentali e pensare al tour de force che attende la squadra con più serenità. Il tutto al netto dei tre infortuni di Ibrahimovic, Rebic e Calhanoglu, che rischiano di complicare l’avvicinamento al big match con il Manchester United. “Faccio i complimenti ai miei giocatori, perché era una partita pesante in tutti i sensi – ha spiegato il mister a Milan TV – Per la classifica, per l’avversario, per il momento particolare. Siamo davvero molto felici, ma sappiamo che gli ostacoli saranno ancora tanti“.

L’orgoglio del capitano

Come già capitato in questo lungo periodo positivo del Milan, Stefano Pioli ha incassato nuovamente applausi ed elogi: questa volta anche per la scelta (coraggiosa) di lasciare in panchina Romagnoli e schierare dall’inizio Tomori. Una scelta sicuramente azzeccata, che non ci deve però far dimenticare una cosa importante. Con tutti i suoi pregi e difetti, Alessio rimane il capitano del Milan e va rispettato, aspettato, sostenuto e mai sbeffeggiato. Per l’impegno e l’orgoglio che ha sempre messo in campo e anche per quel famoso autografo sul contratto: firmato poco prima della fuga di Yonghong Li e mentre la baracca gestita da Fassone e Mirabelli stava clamorosamente venendo giù.