Giampaolo: la scelta di Maldini per rilanciare il Milan

Dopo Seedorf, Pippo Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi, Montella e Gattuso, il Milan di Gazidis e Paolo Maldini ripartirà probabilmente da Marco Giampaolo. Per l’ormai ex allenatore della Sampdoria, ad attenderlo ci saranno infatti tre anni di contratto, circa due milioni di ingaggio e soprattutto una squadra da rifondare partendo da quelle fondamenta già posate nella passata stagione. Per il 51enne nato a Bellinzona, sarà la prima vera panchina importante in carriera. Riuscirà a lasciare il segno a San Siro? La risposta arriverà tra qualche settimana, quando capiremo la reale bontà del suo progetto e la rosa che Maldini riuscirà a mettergli a disposizione. Ad oggi, la cosa certa è che il suo profilo è certamente il più adatto tra i tecnici disponibili sulla piazza.

Giampaolo mette d’accordo tutti

Giampaolo non è Conte, è vero. Non è nemmeno Sarri e ha avuto fino ad ora un percorso altalenante, ma piace sicuramente di più degli altri nomi (Di Francesco, Simone Inzaghi, ecc) accostati al Diavolo nelle ultime settimane. E questo non è poco. Il curriculum dell’hombre vertical di Giulianova non è inoltre così luccicante come quello di molti suoi colleghi, ma le credenziali con cui arriverà a Milanello sono confortanti e arrivano da chi lo conosce bene. “Giampaolo? È un maestro, fa parte di quegli allenatori che fanno sia da sceneggiatori che da registi“, ha recentemente dichiarato Arrigo Sacchi. “E’ un secchione. Da giovane andava a studiare il Barcellona di Guardiola. E’ preparato e propone gioco“, gli ha fatto eco Galeone. “Insegna calcio e dà tanto ai giocatori“, ha aggiunto Liverani. “È un grande allenatore“, ha infine dichiarato Ulivieri.

Mi manda l’ex capitano

Insomma, la scelta “all in” di Paolo Maldini pare metter d’accordo tutti: critici, addetti e quei tifosi delusi e rattristati dagli addii di Leonardo e Gattuso e preoccupati dalla politica “low cost” imposta dall’Uefa alla proprietà Elliott e dall’amministratore delegato Gazidis. A conferma delle qualità di Giampaolo ci sono poi quella chiamata della Juventus nel 2009, l’esperienza fatta ad Empoli (dove è riuscito a superare i punti fatti da Maurizio Sarri) e quello stesso contatto con il Milan di Berlusconi e Galliani nell’estate 2016. Tre anni dopo, Giampaolo è dunque pronto ad entrare a San Siro e a mettere in campo il suo modulo di riferimento: quel 4-3-1-2, con Paquetà alle spalle delle due punte, che avrà il compito di rilanciare il nostro Milan.

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