Giampaolo, il tuo Milan somiglia a quello di Gattuso

 

Non è il Milan che aveva in testa Paolo Maldini, nemmeno quello che volevano vedere tutti i tifosi. Il Verona, dopo l’Udinese e il Brescia, ha infatti messo ancora una volta in mostra le magagne di una squadra che al momento è praticamente la stessa dello scorso anno: con i suoi pochi pregi e i suoi molti difetti. Di questo Marco Giampaolo deve renderne conto a tutti: in primis a chi lo ha scelto e a chi gli ha messo a disposizione dei nuovi giocatori che il tecnico continua a non voler utilizzare.

Il lavoro di un’estate, quello che in parte aveva anche fatto vedere cose interessanti, sembra essere già stato trascinato nel cestino e pronto ad essere cancellato definitivamente. A distanza di settimane dall’addio di Rino Gattuso e dall’arrivo a Milanello del nuovo allenatore, nulla è cambiato in casa rossonera. L’entusiasmo iniziale per l’arrivo di quello che in molti hanno chiamato “maestro” e per quello di alcuni giocatori interessanti è già svanito. Siamo di nuovo al 4-3-3 con Suso largo a destra. Siamo praticamente tornati indietro di mesi.

I primi dubbi su Giampaolo

Al derby, dove dovremo affrontare una formazione molto più forte dell’Hellas, ci arriviamo male e da sfavoriti. Ci arriviamo dopo una prestazione che non può non sollevare dubbi sul lavoro di Giampaolo. È vero che è presto per giudicare e criticare il tecnico, ma alcune perplessità è normale averle soprattutto dopo tutto quello che si è visto e sentito.

Oltre a non convincere il gioco della squadra, non convincono infatti neanche le parole e l’atteggiamento apparentemente depresso dell’allenatore nel post gara. Mi pare un po’ esagerato dire che sia stato un Milan imbarazzante”, ha dichiarato Giampaolo in conferenza stampa dopo il match del Bentegodi. L’aggettivo sarà forse esagerato, ma fotografa bene quello che si è visto in campo: ovvero una squadra lontana da quella che dirigenza e tifosi si aspettavano di vedere.

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