Giampaolo, il grande sconfitto di Udine

Che la trasferta di Udine potesse rivelarsi una trappola lo sapevamo tutti, ma che il Milan uscisse dal terreno di gioco della “Dacia Arena” battuto in maniera netta e dopo una partita giocata in modo deludente nessuno se lo aspettava. Dopo che l’amichevole di Cesena aveva già acceso un campanello d’allarme, Romagnoli e compagni hanno dunque confermato il loro momento negativo. Mai realmente pericolosa, sempre in ostaggio della fisicità dell’avversario e con diversi uomini ancora lontani da una condizione accettabile, la squadra rossonera non ha mai dato l’impressione di giocare senza quell’atteggiamento passivo già visto nella passata stagione. Dettaglio sul quale il successore di Gattuso aveva costruito tutta la sua “campagna elettorale” prima dell’incarico rossonero.

Giampaolo, ma il gioco dov’è?

E qui veniamo alla nota dolente, al vero grande sconfitto di questa domenica: Marco Giampaolo. Di quel gioco che avevamo cominciato ad intravedere nelle prime amichevoli estive non c’è stata nemmeno l’ombra, di quel coraggio e di quella testa alta chiesta dal tecnico di Giulianova men che meno. Non ha convinto tutta la squadra, ma soprattutto non hanno convinto molti singoli sui quali Giampaolo sta puntando tutte le sue fiches: in primis Suso, mai veramente pericoloso e solito gigantesco equivoco di una formazione che col pallone tra i piedi continua a non sapere che cosa fare.

Un ritorno al passato

Il peggio lo abbiamo però ascoltato nel dopo gara, quando Giampaolo ha rinnegato il suo modulo di gioco, ipotizzato un ritorno al 4-3-3 e confessato di non conoscere ancora le caratteristiche di alcuni giocatori. Con le sue parole il tecnico rischia così di dare un alibi alla squadra e, cosa ancora peggiore, obbligarla a tornare a giocare con un modulo che con questi giocatori non ha mai dato risultati soddisfacenti. Il tutto nella speranza che Maldini, Boban e Massara sfruttino al meglio l’ultima settimana di mercato. Senza l’arrivo di almeno un paio di grandi giocatori, in grado di cambiar faccia ad una squadra che somiglia sempre troppo a quella dello scorso anno, sarà molto difficile puntare all’obiettivo del quarto posto.

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