Il ‘maestro’ Giampaolo e una classe di somari

 

Se è vero che sono i giocatori a far grandi gli allenatori, è altrettanto vero che una squadra ha sempre la faccia e il carattere di chi la sta guidando dalla panchina. L’Inter lo ha confermato e nel derby ha messo in campo un volto cattivo e grintoso quello del suo tecnico. Chi si aspettava finalmente di vedere qualcosa di diverso dal Milan, è invece rimasto deluso perché la formazione rossonera se l’è giocata con la faccia di Marco Giampaolo: tecnico che in molti chiamano ‘maestro’, ma che in realtà ad oggi non ha ancora portato nulla di nuovo dalle parti di Milanello.

La differenza tra Milan e Inter è il vissuto, è l’esperienza. Ce la siamo giocata, con le difficoltà che abbiamo. Poi l’equilibrio è stato rotto su quel calcio di punizione, ma la reazione non mi è piaciuta. Abbiamo perso le distanze, abbiamo avuto una reazione più emozionale. Se siamo da quarto posto? Non lo so, il campionato è lungo. La squadra è giovane, se ha la ferocia e voglia di migliorarsi può arrivarci.

Giampaolo e la domanda senza risposta

Abbiamo più o meno tutti detto che era ingiusto criticarlo dopo le prime tre giornate di campionato. Dopo un derby giocato malissimo e senza uno straccio di carattere e personalità, con l’avversario che ci ha dominato e preso a pallate per novanta minuti, è ora invece giusto porsi dei dubbi, aprire il processo e mettere in discussione il modulo di gioco (qual è?) e soprattutto quelle scelte che da mesi continuano ad essere penalizzanti per il Milan. Perché insistere con quei giocatori che abbiamo ormai capito non essere da Milan? La stessa domanda fatta mesi fa a Gattuso la rigiriamo ora a Giampaolo, con la speranza che ci dia una risposta decisa puntando su quei giocatori che hanno personalità e carattere per giocare nel Milan.

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