Gazidis e il Milan che non c’è più

 

Il Milan dei milanisti non c’è più. Leonardo e Rino Gattuso hanno infatti rassegnato oggi le loro dimissioni, spinti probabilmente dalle strategie societarie di Ivan Gazidis: l’uomo al comando, scelto dal fondo Elliott. La loro decisione è stata ed è ovviamente un colpo al cuore per tutti, e amplifica le preoccupazioni per un futuro sovrastato da un grande punto interrogativo. Che ne sarà del nostro Milan? La domanda, se volete, fatela direttamente all’amministratore delegato scelto dal sig. Singer: colui che ha rottamato il sogno rossonero, in nome di un bilancio rosso come il fuoco.

Il dna rossonero

Gazidis è dunque passato dalle parole ai fatti. Tanto ha fatto che ha spinto Leonardo e Gattuso a dare le dimissioni. Il tutto per ricostruire la società con scelte “low cost” condivisibili dal punto di vista economico, ma quantomeno azzardate da quello sportivo. Decisioni che potrebbero costringere anche lo stesso Paolo Maldini a lasciare il Milan nelle prossime ore. Il tutto dopo tre anni di bocconi amari e dopo un cambio epocale che ha visto Berlusconi e Galliani lasciare la società al trio Yonghong Li-Fassone-Mirabelli, prima dell’arrivo del fondo Elliott e dell’organigramma societario fatto oggi a pezzi con l’addio degli unici portavoce del dna rossonero.

Il modello da seguire

Il tutto nel giorno dell’anniversario di Manchester. Sedici anni fa avevamo una società, una squadra e un allenatore. A distanza di anni sono rimaste solo le rovine di quella splendida impresa e l’affetto straordinario di un popolo sempre presente. Quella stessa tifoseria che oggi piange per l’ennesima violenza subita, dopo quella di un closing “farlocco” e di un imprenditore cinese fantasma. A chi ha fatto tutto questo consigliamo di guardare l’immagine di Manchester: Maldini e Gattuso che alzano la Champions League. Quello è il Milan, quello è il modello che dovete seguire. Altro che l’Arsenal.

 

 

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