Gazidis e la filosofia di mercato che non convince

 

Le ultime settimane del 2018 lo hanno confermato: il Milan di Rino Gattuso deve assolutamente rinforzarsi sul mercato con almeno tre innesti di valore. Per centrare il quarto posto e tornare ad ascoltare la musichetta della Champions League, questa squadra ha infatti bisogno dell’intervento della società e di una mano dalla sessione invernale di riparazione, compatibilmente con i paletti del Fair Play Finanziario dell’Uefa. Con l’arrivo a Milano di Ivan Gazidis, la strategia che aveva portato avanti Leonardo è però cambiata e potranno arrivare soltanto giocatori giovani, di prospettiva e possibilmente rivendibili in futuro. Niente Ibrahimovic, per intenderci. Nemmeno Fabregas. Ovvero i due colpi sui quali il buon Leo stava lavorando da tempo e che sembravano molto vicini fino a qualche giorno fa.

Le domande alle quale deve rispondere Gazidis

Come si possa tornare subito a vincere con l’innesto di sole giovani promesse è la domanda alla quale Gazidis dovrà rispondere. Le recenti partite del Milan, su tutte quelle di Atene, hanno infatti dimostrato che a questa squadra manca esperienza, personalità, carattere e una buona dose di malizia: dettagli che difficilmente si riescono a trovare in quei giocatori che a Milanello arriverebbero solo per crescere. Se è vero che l’ingresso in Champions League è fondamentale, come pensa di arrivarci il sig. Gazidis con nomi tipo Sensi, Duncan e Carrasco? E se è vero che non esiste la possibilità di fare grandi investimenti, come pensa la società di arrivare a prendere uno come Sensi (giusto per fare un esempio) che è valutato 25 milioni di euro?

L’esempio di Allegri

Per costruire una squadra competitiva ci vuole il giusto mix tra campioni affermati e “datati” e giovani di belle speranze. Fu lo stesso Leonardo, nel lontano 2009 a rinfacciarlo a Silvio Berlusconi. Fu Massimiliano Allegri a dimostrarlo nell’ultimo campionato vinto dal Milan, nel quale figuravano fior di campioni dall’età media ben al di sopra dei 25 anni. La speranza di tutti noi che abbiamo cuore le sorti del Diavolo, è che questa strategia “boomerang” si riveli solo un tentativo di nascondere obiettivi diversi: in linea con quella che è sempre stata la nostra storia. Perché se la strada per rinforzarsi è solo ed esclusivamente questa, tanto vale rimanere con questa rosa e pregare che Gattuso e i ragazzi facciano un miracolo.

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