Gattuso, e questa sarebbe una squadra viva?

Sul più bello, quando tutti ormai pensavano di poter riascoltare le note della sua famosa colonna sonora, per il Milan la Champions League è diventata improvvisamente (e inaspettatamente) un miraggio. Gattuso e la squadra hanno infatti dilapidato il vantaggio accumulato sulla concorrenza, e bruciato in sole tre partite tutta la credibilità conquistata. La squadra è tornata sulla terra. Lo ha fatto nel modo peggiore, picchiando il muso sull’erba di San Siro e Marassi. Presi a pallate da Inter e Sampdoria, e bloccati da una squadra al terzo allenatore in stagione e in corsa per evitare la salvezza. Ecco quello che è successo in pochi giorni. E sabato prossimo c’è pure la Juventus.

Il Milan zoppica (come Paquetà)

Alla vigilia Gattuso aveva dichiarato: “Non siamo morti, siamo vivi“. Beh, la partita con l’Udinese ha detto tutto il contrario. Lenti, molli e senza una cazzo di idea di gioco: la serata di San Siro è stata da dimenticare. Dopo 5 minuti si è fatto male Gigio. Poco dopo si è spaccato Paquetà e nella ripresa abbiamo preso un gol da dilettanti: dopo quello di Vecino e quello di Defrel. Il reparto difensivo, che fino a pochi giorni fa era il nostro punto di forza, si è così sciolto al primo sole primaverile. La crisi è dunque servita e in vista della trasferta di Torino i dubbi sono tanti. Con quale squadra proveremo a fermare la Juventus? Con quale modulo? Le risposte dovrà darle Milanello nei prossimi giorni.

 

Le risposte alla crisi

Al momento infatti, nessuno sa darne una credibile. Nemmeno Gattuso: “Dobbiamo capire cos’è successo negli ultimi 12-13 giorni – ha spiegato Rino in conferenza stampa – E’ un momento negativo, in cui ci sta girando tutto storto. Abbiamo il dovere di riuscire a sterzare subito”. Meglio passare subito dalle parole ai fatti, perché perdere la possibilità di giocare la prossima Champions League sarebbe un delitto. Una colpa che rischierebbero di pagare in molti. L’allenatore, i giocatori, ma soprattutto i tifosi.

 

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