Gattuso, cambia qualcosa…prima che sia troppo tardi

Il derby è andato. Male, come quello del girone d’andata. Purtroppo il Milan di Gattuso ha perso un’altra grande occasione, vanificato quella che avrebbe potuto essere una grande serata e resuscitato una squadra che fino a ieri era in evidente affanno. Lo ha fatto subendo passivamente i propri limiti caratteriali e tecnici. Ora serve un qualcosa di nuovo.

I prossimi giorni, grazie anche alla pausa per le nazionali, dovranno infatti servire non solo per ricaricare le pile e riportare un po’ di calma in uno spogliatoio forse troppo carico (il caso Kessie-Biglia lo ha testimoniato), ma anche e soprattutto per trovare le risposte alle domande e fare delle riflessioni profonde.

Carattere e personalità

La premessa, doverosa, è questa: chi scrive è convinto che Gattuso abbia davvero compiuto un mezzo miracolo. Rino è riuscito a risollevarsi dal periodo buio (avete già dimenticato i passaggi a vuoto del girone d’andata e l’eliminazione dalla Europa League?) e ha gestito alla grande il gruppo, portandolo in zona Champions League. Come tutti gli allenatori, ha però anche lui commesso degli errori e ha da dare qualche spiegazione a tutti noi (al di là delle parole date in pasto alla stampa).

Perché la squadra non è riuscita a reagire con carattere al gol iniziale dell’Inter? Per quale motivo, ancora una volta, nel derby è mancata (almeno fino al 60esimo) quella grinta e quella cattiveria che serve mettere in ogni partita (specialmente nel derby)?

Il piano B di Gattuso

Ma le domande a Gattuso non finiscono qui. Sarebbe bello capire perché, ad esempio, il tecnico rossonero si sia intestardito nel far giocare Suso (anche ieri irriconoscibile) e perché non possiamo vedere giocatori come Castillejo, Cutrone (a fianco di Piatek) e Conti dall’inizio: i tre che hanno dato un minimo di scarica d’adrenalina ad un Milan febbricitante.

Quesiti e dubbi sui giocatori, ma anche sul gioco di una squadra che, è giusto ricordarlo, aveva già mandato segnali allarmanti nel primo tempo in casa con l’Empoli: confermati anche della prova scialba di Roma. Il 4-3-3, con l’attuale condizione fisica degli esterni, non funziona. Non è il caso, caro Rino, di provare qualcos’altro e di trovare un piano B al solito modulo prima che sia troppo tardi?

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