Il futuro della panchina del Milan

 

 

Ormai lo abbiamo capito. Nonostante le belle parole, i discorsi sul senso d’appartenenza ai colori rossoneri e i sorrisi di circostanza, la dirigenza del Milan pare intenzionata a non confermare Rino Gattuso in panchina per la prossima stagione. In qualunque caso. Anche se riuscirà a centrare la qualificazione in Champions League e magari a vincere anche la Coppa Italia. Leonardo e Maldini (più il primo che il secondo), hanno infatti altre idee e non vedono di buon occhio il nostro caro Ringhio sulla panchina milanista. Ma siamo proprio sicuri che sia la scelta giusta?

Meglio farsela la domanda, perché se da un lato sono condivisibili le critiche di alcuni tifosi (critiche, non insulti) per la mancanza di un gioco efficace e convincente e per un cammino in campionato altalenante (su quello in Europa League è meglio stendere un velo pietoso), dall’altro cambiare ancora allenatore vorrebbe dire cancellare nuovamente tutto il lavoro fatto fino ad oggi e rimettere mano alla rosa, acquistando giocatori funzionali a chi verrà dopo l’attuale mister. Siamo certi che il Milan possa permettersi il lusso di cambiare ancora guida tecnica, dopo aver già coinvolto e bruciato ben 5 allenatori in altrettante stagioni?

I nomi per la panchina di Gattuso

Da queste pagine abbiamo spesso criticato Gattuso, ma lo abbiamo anche difeso ed elogiato per alcuni aspetti a nostro modo di vedere importanti. Rino può e deve essere il prossimo allenatore del Milan, ma deve crescere, migliorare e poter lavorare in totale simbiosi con Leonardo e Maldini: soprattutto sul mercato della prossima estate. Su quest’ultimo punto, ovvero sul feeling tra tecnico e dirigenza, i dubbi però rimangono e le indiscrezioni parlano infatti di corrispondenze già in corso per la panchina del prossimo anno.

Se il mittente è sempre e solo il Milan, i destinatari i questi messaggi sono invece molti. Intorno al Diavolo ruotano infatti i nomi più disparati. Da Antonio Conte a Maurizio Sarri, passando da Wenger, Donadoni, Gasperini, Giampaolo, Rudi Garcia e l’ultimo “arrivato” Simone Inzaghi. Il futuro della panchina rossonera è dunque un grande punto di domanda. Proprio come il finale di questa stagione, sul quale pesa come un macigno la qualificazione alla Champions League. Senza quella, purtroppo, aspettiamoci una mezza rivoluzione. E non solo in panchina.

 

 

 

 

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