E se fosse Suso il problema del Milan?

Mettiamolo in campo come seconda punta. Anzi, facciamolo diventare un trequartista. E perché non trasformarlo in un interno di centrocampo? Da quando è rientrato al Milan, dopo il prestito al Genoa, presidenti, dirigenti e allenatori si sono divertiti ad ipotizzare il ruolo migliore per Suso: l’equivoco tattico più grande e il giocatore sul quale spesso si è “incartato” il gioco rossonero. Montella e Gattuso hanno infatti perso il sonno per farlo rendere al meglio, Giampaolo sta invece rivoluzionando la squadra per dargli la possibilità di fare la differenza: allenatori che hanno così finito per violentare le loro convinzioni tattiche e vincolare le loro scelte di fronte alla presenza dello spagnolo. Tutti tranne Mihajlovic.

 

Perché Suso non fa (quasi) mai la differenza

Ma Suso va messo in panchina, come fece il buon Sinisa? Forse sì, soprattutto se è così vincolante per il gioco rossonero. Nell’ultima partita di Udine, la sua presenza dietro le punte (peraltro impalpabile) ha “obbligato” Giampaolo a schierare fuori ruolo anche l’unico giocatore, ovvero Paquetà, che potrebbe invece scendere in campo come trequartista. Suso è infatti un esterno. Non è e non sarà mai “quel” giocatore di cui abbiamo bisogno. Gli manca la personalità di un vero 10: quello che gioca da leader e che si carica la squadra sulle spalle. Va in sofferenza se pressato e difficilmente trova la forza per liberarsi dell’avversario. Quando va bene salta l’uomo (anche se il suo spostarsi il pallone sul sinistro lo conoscono tutti), e se non ha qualche metro di spazio fatica ad inventare o ad andare al tiro. Problemi già riscontrati in precedenza e anche quando ha giocato nel suo ruolo: ovvero quello di esterno nel 4-3-3.

I giocatori giusti al posto giusto

Prima di abbandonare quel progetto tattico che noi tifosi rossoneri aspettiamo di vedere da anni, e sul quale ha lavorato sin dal suo arrivo a Milanello, forse Marco Giampaolo dovrebbe insistere sul 4-3-1-2 e riprovarci con gli uomini giusti ai loro posti. In attesa di novità dal mercato, dove la dirigenza deve trovare le forze per regalare al tecnico almeno un paio di innesti importanti, il mister potrebbe magari evitare di presentare Calhanoglu in mezzo al campo, posizionare Paquetà dietro gli attaccanti e lanciare dal primo minuto Leao di fianco a Piatek. Il tutto tenendo presente gli altri nuovi arrivati (specialmente Bennacer) e quei giocatori che hanno dimostrato di saper dare il loro contribuito importante: uno su tutti Bonaventura. E Suso? Se è un problema teniamolo in panchina.

 

 

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