Donnarumma, ora gli dobbiamo le nostre scuse

La solidità difensiva garantita da Romagnoli e compagni, l’incredibile esplosione di Bakayoko e il valore aggiunto dei nuovi Piatek e Paquetà. Sul successo ottenuto dal Milan contro il Cagliari (sesto risultato utile consecutivo in campionato), ci sono le firme dei giocatori sopracitati e quella di Rino Gattuso: finalmente libero di poter lavorare in pace e di dimostrare tutta la sua bravura. Ma anche dopo la vittoria contro i sardi, così com’era già successo nelle ultime settimane, val la pena soffermarsi su un giocatore che in questo momento sta davvero facendo la differenza: Gigio Donnarumma.

Donnarumma: come prima, meglio di prima

Nella sera della sua 150esima partita con il Milan, Gigio ha nuovamente fatto il fenomeno, chiuso con l’ennesimo clean sheet e confermato di essere in un momento straordinario. Sono ormai lontani i tempi della faida tra Mirabelli e Raiola per il suo rinnovo, quelli in cui tutti quanti noi gli abbiamo rovesciato addosso tutta la nostra rabbia. Sembrano inoltre distanti anni luce gli errori nella finale di Coppa Italia contro la Juventus e l’uscita a vuoto nel derby dello scorso ottobre. Anche l’incertezza di Gedda è alle spalle. Ora Gigio sembra cresciuto, più sicuro di sé (anche nelle uscite sulle palle alte) e tornato a quei livelli mostruosi che ci aveva già fatto vedere in passato.

Il tempo delle scuse

Le sue prodezze messe in mostra nelle ultime partite, ci hanno fatto esultare ma ci hanno anche messo in imbarazzo perché il ricordo dei dollari finti gettati in campo, degli insulti e delle cattiverie sui social, dei fischi di San Siro e di quell’odio che gli abbiamo riversato contro è infatti tornato a trovarci chiedendo giustizia per un ragazzo di 19 anni, rimasto tutto d’un pezzo di fronte al grilletto mediatico che abbiamo schiacciato senza vergogna. Adesso è arrivato il tempo di dare a Donnarumma ciò che è suo. Restituirgli tutto quell’affetto che gli abbiamo fatto mancare in quei momenti delicati. E’ arrivato il tempo di chiedergli scusa, di applaudirlo e osannarlo, perché un portiere così nasce ogni dieci anni. E per fortuna è nato dalle parti di Milanello.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *