Gattuso, il derby e l’unico obiettivo del Milan

Lasciamo da parte le indiscrezioni di mercato, le notizie di chi arriverà e di chi vorrebbe tornare. Freghiamocene delle esternazioni di Berlusconi (tanto ormai ci abbiamo fatto il callo), di tutti quei “soloni” che ci raccontano del perché i vecchi dirigenti hanno fatto danni, di chi è sicuro di aver visto giorni fa Yonghong Li fare shopping in centro e del peccato originale (ammesso che sia davvero così) dell’aver lasciato andar via Andrè Silva. Stiamo lontani anche dalle dichiarazioni dello stesso Mirabelli, che ci ha raccontato della cazzata della “reunion” dei fratelli Donnarumma: cosa che hanno pensato tutti al momento della doppia firma.

Una finale mondiale

Tutta questa confusione mediatica non serve a nulla, è marginale e non può farci distogliere lo sguardo dall’unico obiettivo che abbiamo in questi giorni: vincere il derby. Ora è tempo di concentrarsi solo su quello, di stare vicini a Gattuso e ai suoi ragazzi, di portare allo stadio qualcosa di rosso e nero e di far sentire la nostra voce. “Il derby è come una finale mondiale”, disse Rino qualche mese fa. Oggi, come allora, non è cambiato niente: questa partita vale come quella di Berlino contro la Francia dell’estate 2006.

Le scelte di Gattuso

Contro l’Inter Rino farà probabilmente giocare l’undici tipo. Gigio tra i pali, i soliti quattro in difesa (anche se l’opzione Abate a destra – dove potrebbe garantire maggior esperienza e copertura – è ancora valida), Kessiè, Biglia e Bonaventura nel mezzo e il tridente Suso-Higuain-Calhanoglu in attacco. Con la speranza che i due esterni siano in giornata e che il “Pipita” faccia esplodere di nuovo la Sud. Alternative, almeno per il fischio d’inizio, non ce ne sono. A gara in corso forse sì: la corsa di Laxalt, l’imprevedibilità di Castillejo, la fame e il veleno di Cutrone: l’ultimo che ha avuto il piacere di purgare la seconda squadra di Milano.

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