Correa: ma vale davvero più di 40 milioni di euro?

 

Angel Correa – Instagram

Ecco, questa è una bella domanda. E’ la domanda dell’estate, quella che tutti i milanisti si fanno sotto l’ombrellone. Angel Correa, nato 24 anni fa nella stessa città di Leo Messi, è pronto a dire “sì” al Milan e a trasferirsi in Italia. E fin qui tutto ok. Quello che invece stona in questa trattativa è la valutazione del panchinaro dell’Atletico Madrid. Già, perché è di questo che stiamo parlando. Con Simeone al comando, Correa il campo lo ha visto e lo vede solo dalla panchina. Nonostante questo, i “Colchoneros” ne chiedono 55. Cinquantacinque milioni di euro. Per un panchinaro, bravo, ma pur sempre un panchinaro.

La super valutazione di Correa

Ora…soffermiamoci sulla cifra che il Milan ha messo sul piatto nelle ultime ore. Dopo aver rispedito al mittente la prima richiesta spagnola, da via Aldo Rossi è infatti partita la controproposta: dateci Correa e noi vi diamo 42 milioni cash, più una mancia del 30% appena rivendiamo Angelito. Praticamente, in caso di cessione futura, si arriverà tranquillamente vicini alla cifra chiesta dall’Atletico Madrid. Il tutto per un giocatore che in 36 apparizioni nella Liga (20 da titolare, 16 da subentrato), ha messo a referto ben 3 gol e 2 assist. Evidentemente sufficienti per la super valutazione che gli hanno dato gli “amici” di Madrid.

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Gran esfuerzo de todo el equipo ➕3️⃣⚽️🏧

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Perché proprio Correa?

Ma con quei soldi non è meglio acquistare un altro tipo di giocatore? Magari uno con un curriculum vitae e con credenziali migliori. Gli stessi soldi, ad esempio, li ha pagati il Napoli per Lozano: attaccante simile a Correa, che rispetto all’argentino di palloni in rete ne ha però buttati 17 in 30 presenze nell’ultima Eredivisie. Perché intestardirsi sull’argentino e farsi prendere per il collo dalla società rojoblanco? Ecco, anche questa è una bella domanda. Una domanda alla quale probabilmente risponderà direttamente dal campo lo stesso Correa. Ci dicono di fidarci della dirigenza (che lo ha scelto) e di Giampaolo (che lo ha approvato). Speriamo, perché fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.

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