Conti, Castillejo e l’importanza del gruppo

 

Si intravede qualcosa  di nuovo, qualcosa di diverso rispetto al recente passato, in questo Milan targato Rino Gattuso. Una partita come quella con l’Empoli, giocata sufficientemente bene solo per un tempo, la squadra di qualche mese fa non solo non l’avrebbe vinta ma probabilmente l’avrebbe anche persa. Oggi il Milan è fortunatamente un’altra cosa: è un gruppo compatto, forte fisicamente e psicologicamente, che sa dove vuole andare e sa quale strada deve percorrere per arrivare all’obiettivo. Il merito va certamente distribuito in parti uguali alla società (che ha piazzato due colpi decisivi sul mercato di gennaio), all’allenatore (sempre più convincente) e ai giocatori.

Il valore aggiunto della panchina

Tra questi ci sono ovviamente anche quelli che giocano meno e che, per fortuna, riescono a farsi trovare pronti nel momento del bisogno. Alla vigilia di un periodo delicato e cruciale, con molte battaglie da affrontare una dietro l’altra, fa dunque piacere applaudire le prestazioni di Andrea Conti e Samu Castillejo nel match giocato contro l’Empoli di Iachini. Il primo ha dimostrato di essersi ritrovato dopo i due terribili infortuni e di avere ancora polmoni da spremere e piede caldo. Lo spagnolo ha invece finalmente messo in campo quelle doti che in poche altre situazioni avevamo visto e, cosa più importante, è riuscito a non far rimpiangere lo squalificato Suso.

Aggrappati alle spalle di Bakayoko

Il resto lo hanno fatto i compagni di Andrea e Samu. A partire dalla difesa, sempre più blindata davanti a Donnarumma, fino all’attacco dove Piatek ha nuovamente tenuto alto il suo nome di cecchino infallibile. Nel mezzo il gol di Kessie (finalmente), la classe di Paquetà e lo straordinario Bakayoko: idolo di tutta la Milano rossonera, applaudito a scena aperta al momento del cambio con il ritrovato Lucas Biglia. Gattuso non può certo essere insoddisfatto. Il clima è dei migliori e il suo Milan viaggia spedito: verso Roma e verso le altre tredici battaglie che ci separano dalla conquista dell’Europa.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *