Champions League, perché il Milan può farcela

Ci sono pareggi che valgono come una vittoria. Quello ottenuto a San Siro con il Napoli è proprio uno di questi. Di fronte alla seconda forza del campionato, contro una squadra decisamente molto più competitiva, Romagnoli e compagni hanno infatti ripetuto la convincente e coraggiosa prova già vista a Gedda in occasione della finale di Supercoppa con la Juventus. Il bicchiere è dunque decisamente mezzo pieno dopo il match con il Napoli, e il pareggio lascia intatte le possibilità di centrare l’obiettivo più importante: ovvero la qualificazione alla prossima Champions League.

La verità di Gattuso

Gattuso ha ragione quando dice “sbagliassimo meno, potremmo fare veramente molto bene. Spesso lasciamo a desiderare negli ultimi 25 metri”. La squadra è infatti tornata a difendere bene, a riconquistare con relativa facilità il pallone e a ripartire. Il problema è che spesso lo fa nella maniera sbagliata, sfruttando male l’azione e gettando a mare la chance del contropiede, che dovrebbe diventare l’arma letale per spaccare cinicamente le partite. Con la presenza di Piatek, che ha dimostrato di sapere attaccare gli spazi con grande efficacia e velocità, bisognerà inoltre giocare con maggiore frequenza il pallone in verticale, approfittando dei tagli del polacco e dei “rimorchi” dei centrocampisti.

Il bivio Champions

Dopo la partita di Coppa Italia, che ha già spaccato in due la tifoseria milanista (c’è chi vorrebbe andare avanti, chi invece uscirebbe subito volentieri), la squadra avrà un altro impegno fondamentale per la corsa al quarto posto: la trasferta con la Roma. Scavallato il match dell’Olimpico, il calendario diventerà più abbordabile per il Milan. E sarà proprio nelle partite successive che capiremo se la squadra ha imparato la lezione e se davvero possiamo ambire al quarto posto. Sarà infatti fondamentale evitare gli errori del girone d’andata, e per tentare di rimanere agganciati al treno europeo occorrerà far meglio di cinque mesi fa, dove nelle tre partite con Cagliari, Atalanta ed Empoli arrivarono soltanto deludenti pareggi.

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