Bonaventura, il jolly indispensabile del Milan

Abbiamo giustamente elogiato Higuain e Suso, parlato della rinascita di Biglia e applaudito Cutrone per quello che ha saputo dare nella recente partita di Europa League. In pochi, però, si sono soffermati sul rendimento (dopo alcune partite poco convincenti) di Giacomo Bonaventura. I suoi “haters” (e sono molti) se ne facciano una ragione: Jack è un giocatore importante e indispensabile per questo Milan. E anche con il Chievo, nel giorno del suo 150esimo gettone, lo ha ampiamente dimostrato. E’ forse presto per dire che abbiamo in casa un centrocampista da dieci gol a stagione (alcuni errori sotto porta gridano ancora vendetta), ma è anche vero che qualcosa (da quando è arrivato Gattuso) sta cambiando anche sotto questo aspetto.

La duttilità di Bonaventura

J come Jack, ma soprattutto come Jolly. In pratica dove lo metti sta. Mezz’ala, dietro le punte o largo sulla fascia nel tridente offensivo, Bonaventura fa sempre il suo dovere e spesso si porta a casa un’ampia sufficienza. Il meglio lo dà comunque nel ruolo di interno nei tre di centrocampo, come ha lui stesso dimostrato (e dichiarato) qualche giorno fa. “Questo è il momento più bello della mia carriera“…e il tutto coincide anche con giocate e gol importanti, come quello al Chievo: il terzo stagionale, l’undicesimo da quando è in panchina Gattuso. Come ha giustamente segnalato “La Repubblica”, dei primi diciotto giocatori presenti nella classifica cannonieri, Bonaventura è l’unico centrocampista insieme a De Paul e Benassi. Ed è anche nelle prime posizioni anche nella graduatoria dei tiri in porta: settimo con venti conclusioni.

L’esame di Jack

Insomma, l’importanza di Jack si sta facendo facendo finalmente sentire nel momento più caldo della stagione rossonera. “Il derby? Arrivare con una vittoria è positivo per noi, ci dà convinzione che il lavoro che facciamo è quello giusto“, ha spiegato Bonaventura domenica scorsa. Contro il centrocampo muscolare dell’Inter, per il ventinovenne marchigiano sarà una specie di esame. Servirà il suo contributo per vincere i duelli in mezzo al campo, dovrà farsi dare la palla, far salire la squadra e in fase di non possesso aiutare la linea difensiva in caso di inserimento dei centrali nerazzurri. Un compito che Jack può (e deve) garantire nella prima delle due partite più importanti dell’anno. Dai suoi piedi e dalla sua maturazione passa il futuro del Milan. A cominciare dal derby: una partita che va vinta senza se e senza ma.

 

 

 

 

 

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