Ancelotti, il cuore (rossonero) della tigre

Carlo Ancelotti è uno di noi. Per molti tifosi rossoneri Carletto è come un padre o un fratello maggiore. Anche oggi che siede sulla panchina del Napoli, è impossibile non volergli bene e non sorridere di fronte al suo volto paffuto e al suo sopracciglio ribelle. Dopo tutto quello che ha fatto in campo e in panchina per il nostro MIlan, è il minimo che possiamo fare. Lo abbiamo amato sin da subito, da quando è arrivato a Milano grazie ad Arrigo Sacchi che cancellò l’iniziale scetticismo di Berlusconi sulle sue condizioni fisiche.

Aveva dentro più plastica che cartilagine. Lo chiamavano Terminator – ha ricordato Sacchi, in una recente intervista alla Gazzetta dello Sport – Arrivato da Roma, gli certificarono un 20% di invalidità. Berlusconi mi disse: “Come faccio a comprarlo? A Roma dicono: una sola…”. Io gli dissi: “Presidente, se me lo compra, vinco lo scudetto. Il resto è storia, anzi mitologia a tinte rossonere. In campo e in panchina. Da centrocampista cuore e grinta del primo tricolore del Guru di Fusignano a direttore di un’orchestra di straordinari musicisti.

Manchester e Atene

Giocare contro il Milan? L’emozione è forte perché qui ho passato momenti bellissimi”, ha dichiarato Ancelotti dopo il recente match di campionato. Se Roma è per Carlo la fidanzata della scuola media, il Milan è infatti la moglie alla quale ha sempre voluto bene anche nei momenti più difficili, come in quel maledetto 25 maggio 2005 dove perse una coppa già vinta, prima di rifarsi sempre contro il Liverpool in quella che rimane l’ultima finale di Champions League vinta dai ragazzi. La sua breve apparizione alla Juventus, dove i tifosi lo accolsero dandogli del maiale, è solo un piccolo neo in una carriera tutta a tinte rossonere. Una storia nata male e continuata peggio, davanti alla quale Ancelotti ha sempre tirato dritto, alzato le spalle e risposto citando il suo momento più bello sulla panchina del Milan: “I cori dei tifosi bianconeri? Mi consolo guardando in bacheca la Champions del 2003”.

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