Albertini: “Difficile dire dove potrà arrivare il Milan”

In occasione di un evento milanese, e a poche ore dalla trasferta di Empoli, Voce Milanista ha incontrato Demetrio Albertini. L’ex metronomo del centrocampo del Milan ci ha parlato in esclusiva del momento della squadra di Rino Gattuso.

Come può risollevarsi il Milan da questo momento difficile?

“Definire il momento “un po’ difficile” mi sembra esagerato – ha dichiarato Demetrio – Devo dire che l’Atalanta a San Siro ci ha sempre messo in difficoltà. Se non vince, fa comunque giocare male il Milan. Non sono superstizioso, ma a questo dato storico credo molto. Non so perché, ma ci sono delle squadre che al Meazza ci mettono sempre in grande difficoltà e l’Atalanta è una di queste. E’ giusto parlare di mancanza di mentalità. Non bisogna accontentarsi del bel gioco, ma bisogna portare a casa i punti perché ti permettono di lavorare con serenità”.

Cosa serve alla squadra per ritrovarsi?

“Credo che serva avere più concentrazione negli ultimi minuti e non bisogna dimenticarsi degli avversari – ha continuato Albertini – Bisogna sapere che la gestione del risultato è molto importante. Questo deve arrivare dai giocatori più esperti che magari hanno qualche anno e partita in più e sanno che si può perdere anche al novantesimo. La nuova società? La cosa importante è che la nuova dirigenza abbia la voglia di riportare il club ai massimi livelli. Mi fa piacere che Paolo Maldini sia tornato perché quello è il suo posto”.

https://twitter.com/acmilan/status/1044638642336083969

Dove può arrivare questo Milan?

“Arriverà dove si sarà meritato di arrivare, è il campo che decide e questa è la cosa più bella dello sport – ha concluso l’ex centrocampista rossonero – Prima di arrivare comunque ad un qualsiasi risultato, c’è il lavoro settimanale, c’è il percorso di crescita da parte dei singoli e da parte del gruppo. E’ troppo superficiale dire oggi dove potrà arrivare il Milan. Credo che bisognerà aspettare fino a dicembre/gennaio e solo in quel periodo vedremo dove sarà e cosa ci avrà dimostrato fino a quel momento”.

 

 

 

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