Suso, siamo sicuri che sia un vero campione?

Il pareggio con la Roma ha lasciato l’amaro in bocca a molti tifosi. In effetti il Milan poteva fare di più (soprattutto dopo essere passato in vantaggio), ma tutto sommato un punto strappato all’Olimpico non è mai da buttar via. Rino Gattuso ora deve voltar pagina e cercare di conquistare più punti possibili nelle prossime partite con Cagliari, Atalanta, Empoli, Sassuolo e Chievo, prima dell’ennesimo bivio stagionale con l’Inter. Per farlo avrà bisogno di tirar fuori il meglio da tutti i giocatori: Suso in primis. Lo spagnolo, al pari di Calhanoglu, è stato infatti tra i peggiori della trasferta romana e non sta più facendo la differenza da diverse partite.

Il fantasma di Suso

Al di là dei problemi fisici che si sta trascinando da giorni e dopo averlo visto recentemente in azione, sul talento di Cadice occorre dunque farsi venire qualche dubbio. Siamo sicuri che si tratti di un campione? Non è che ci siamo fatti prendere la mano e lo abbiamo tutti sopravvalutato? Come abbiamo già visto in questa stagione, se Suso non gira, se non è in giornata e non riesce a saltare l’uomo, la squadra si ritrova “spuntata” e senza quei necessari rifornimenti di cui ha bisogno la punta centrale: un problema che ha pagato a caro prezzo Higuain, e che rischia di mettere in difficoltà anche Piatek. E se a questo aggiungiamo che anche Calhanoglu è ormai diventato un oggetto misterioso, abbiamo il quadro completo delle difficoltà realizzative dei rossoneri.

Lo spagnolo non fa più la differenza

Se prendiamo in esame le ultime cinque partite (Coppa Italia compresa), scopriamo infatti che in nessuna delle reti segnate dalla squadra di Gattuso (escludendo ovviamente il gol a Marassi) Suso è mai entrato nell’azione che ha portato ai gol. E’ successo con  le reti di Castillejo e Higuain con la Spal, Borini con il Genoa e nelle tre realizzate da Piatek con Napoli e Roma. Nelle ultime settimane, lo spagnolo ha infatti dimostrato di essere un giocatore discontinuo, che spesso si intestardisce nel solito dribbling per liberare il sinistro, che più volte (ed è successo a anche a Roma) cerca la giocata in solitario piuttosto che servire il compagno smarcato. Il popolo rossonero chiede la “testa” del turco, ma Gattuso dovrebbe farsi delle domande anche su “questo” Suso: un giocatore che, ad oggi, non fa più la differenza.

 

 

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