San Siro: giù le mani dal nostro stadio

 

San Siro ha le ore contate. Sembra incredibile, ma è proprio così. Pare proprio che le ruspe per la demolizione della Scala del Calcio siano infatti già in movimento in direzione Meazza. Al momento di sicuro non c’è fortunatamente ancora nulla, ma nel progetto che Milan e Inter presenteranno al Comune di Milano nei prossimi giorni ci sarà probabilmente nero su bianco l’intenzione dei due club: costruire di fianco all’attuale stadio e successivamente buttar giù uno dei simboli di Milano e dell’intero movimento calcistico italiano.

San Siro: i popolari e i distinti

L’attuale stadio potrebbe dunque essere demolito. Smontato pezzo per pezzo. Partendo da quel terzo piano voluto per il Mondiale del 1990 e il più delle volte inutile in campionato, fino ad arrivare al secondo e al primo: quei due anelli che molti di noi continuano a chiamare nostalgicamente “popolari” e “distinti”. Quei settori che conosce molto bene anche il primo cittadino di Milano Beppe Sala che, nonostante sia milanese e interista, non si è ribellato all’eventuale distruzione di uno degli stadi più importanti del mondo: “San Siro demolito? Devo ragionare da sindaco più che da tifoso”.

Una notizia sconvolgente

Desiderare uno stadio nuovo, più funzionale, più bello e soprattutto più remunerativo, è un diritto sacrosanto di Milan e Inter. Buttar giù San Siro è invece un’offesa a tutta la città. E’ una notizia sconvolgente per tutti i tifosi, molto più amara per quelli milanisti se si pensa che è stato proprio il club di via Aldo Rossi a portare avanti con decisione l’idea di abbattere lo stadio. Non uno stadio qualsiasi: il nostro San Siro, quello dove molti di noi hanno passato una vita intera a tifare per il Milan. Pensare che il Meazza possa fare la fine del mitico Wembley, anche lui demolito e violentato, è semplicemente imbarazzante. La speranza è che qualcuno rinsavisca di fronte a questa decisione pazzesca.

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