Paquetà? Mettiamolo in camera con Ibrahimovic

È bastato l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic, per dare il via ad una mini rivoluzione che il Milan avrebbe dovuto fare già da tempo. Il pieno di personalità e carattere che ha portato lo svedese ha infatti dato i suoi frutti: in campo e fuori. Bravo Pioli a cambiare, bravi Maldini e Boban ad insistere su quel messaggio che avevano inutilmente cercato di far passare nell’estate scorsa: senza giocatori d’esperienza e solo con una rosa composta da giovani di belle speranze non si va da nessuna parte. Ci ha guadagnato il Milan (in termini di gioco e punti in classifica), ci hanno smenato quei giocatori che (per diversi motivi) hanno purtroppo confermato di non essere all’altezza.

Il peso di Suso

Come già scritto su queste pagine, Suso era da diverso tempo un problema per il Milan. Non un valore aggiunto come molti ci hanno fatto credere, ma un freno al gioco della squadra e un uomo in più per gli avversari che avevano imparato a conoscerlo e a bloccarlo. Il suo utilizzato ‘forzato’, reso possibile dalla vecchia dirigenza e da quasi tutti gli allenatori che si sono seduti in panchina (l’unico a lasciarlo fuori fu Mihajlovic), ha infatti imposto al Milan un modulo che non ha mai dato grandi risultati e penalizzato fortemente la punta centrale: mai in grado di ricevere palloni giocabili.

Ibrahimovic: la medicina per Paquetà

E qui veniamo al secondo ‘trombato’ di turno: Piatek. Entrato in crisi dopo un avvio straordinario, il polacco non solo ha patito la mancanza di rifornimenti ma si è anche accartocciato su sé stesso finendo per diventare un corpo estraneo al mondo rossonero e dimostrando di non essere più utile alla nostra causa. Dei tre in esubero, Lucas Paquetà è invece l’unico che si è salvato dalla rivoluzione rossonera. Vuoi perché nessuno ha messo sul tavolo 30 milioni di euro, vuoi perché sotto sotto un’altra chance forse val la pena dargliela. A patto che tolga quel muso, si faccia passare la tachicardia e torni a fare l’uomo e non il bambino viziato. Un’idea per farlo tornare in sé potrebbe essere quella di prenderlo e metterlo nella gabbia del leone. Con Ibrahimovic a fianco o vieni sbranato o impari a stare al mondo.

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