L’intelligenza e l’umiltà di Stefano Pioli

Il Milan è tornato da Cagliari con tre punti importanti che fanno ben sperare per il girone di ritorno. Quello alla ‘Sardegna Arena’ è stato infatti un successo confortante, che ha confermato come la squadra abbia subito ricevuto quella scossa che la dirigenza intendeva darle con il ritorno di Ibrahimovic. Oltre ai meriti evidenti dello svedese, che seppur indietro di condizione fisica è riuscito a segnare e a mettere in difficoltà le difese avversarie (cosa che fino ad ora non aveva fatto Piatek), su questa vittoria in trasferta c’è anche l’impronta indelebile di Stefano Pioli.

Il tecnico rossonero ha avuto il merito di fare quello che i tifosi milanisti chiedono da tempo: ‘pensionare’ Suso in panchina e cambiare modulo. Lo ha fatto coerentemente con ciò che aveva detto qualche tempo fa (“Adatto il modulo alle caratteristiche dei giocatori“) e facendo le scelte giuste: sia all’inizio con Leao e Castillejo, ma anche a gara in corso quando ha aiutato la squadra con l’inserimento di Jack Bonaventura. Ha messo in campo un gioco che al Milan manca da anni: ovvero quello del lancio lungo verso la punta centrale, che finalmente con il ritorno di Ibrahimovic possiamo dire di avere anche noi.

Pioli e l’importanza di Ibrahimovic

Con Montella, Gattuso e Giampaolo, il Milan ha sempre preferito partire da dietro con conseguenze spesso fatali: palloni persi in maniera sciagurata, errori individuali e grande apprensione sul pressing avversario. Fino ad oggi bloccare la squadra rossonera è stato fin troppo facile: bastava togliere ossigeno ai portatori di palla, ‘prenderli’ nella loro metà campo e sfruttare il grande problema che il Diavolo ha avuto fino al ritorno di Ibrahimovic, ovvero la totale mancanza di attaccanti in grado di proteggere il pallone e far salire i compagni.

Non è infatti un peccato, in situazioni di emergenza, lanciare il pallone in avanti e scavalcare il centrocampo avversario e lo stesso allenatore lo ha confermato nel post gara di Cagliari: “Prima palleggiavamo molto, partendo dal basso. A volte, invece, bisogna giocare anche un calcio più diretto“. Tolti dal campo giocatori in questo momento poco utili, Pioli è ripartito da concetti chiari e semplici e da uno ‘scolastico’ 4-4-2 che ha esaltato le caratteristiche di Ibrahimovic e di altri suoi compagni. Questo deve essere il nuovo punto di partenza per il Milan. In attesa di momenti migliori e di giocatori che diano altre opzioni di gioco all’allenatore.

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