Finalmente Ibrahimovic: il Milan riparte dalla faccia cattiva dello svedese

 

Credits: Ac Milan

Che bello rivederlo con la maglia rossonera. Che emozione risentire la sua voce e tornare ad incrociare quel suo sguardo unico ed inimitabile. La prima fotografia del 2020 del Milan è quella di Zlatan Ibrahimovic, rientrato in rossonero a furor di popolo, dopo che (finalmente) la proprietà ha dato retta a Maldini e Boban: da sempre convinti che per far crescere i giovani ci sia bisogno di qualche campione con le spalle larghe e qualche anno di esperienza sul curriculum.

Dopo la vergognosa sconfitta di Bergamo, il Milan riparte dunque con nuovo entusiasmo e con la prima sfida del nuovo anno: quella contro la Sampdoria. “Sto bene, mi sono allenato tanto. Sono pronto per giocare”, ha dichiarato Ibra durante la conferenza stampa organizzata per la sua presentazione ufficiale. Sarà già in campo contro i blucerchiati? Difficile fare previsioni, anche se la sua presenza (in panchina o in tribuna) si farà certamente sentire.

La scossa di Ibrahimovic

Come ha giustamente dichiarato Boban, la squadra non deve dimenticare Bergamo e non deve nascondersi dietro le spalle larghe dello svedese. Ibrahimovic è qui per spremere i compagni e farli sudare e lottare su ogni pallone, ma sono anche gli stessi giocatori di Pioli che devono capire (da soli) il valore della maglia che indossano e che quello che fino ad ora hanno fatto non è degno della storia di uno dei più gloriosi club al mondo.

Ibra è arrivato per portare a Milanello e nello spogliatoio di San Siro quella cattiveria mai vista in stagione. È tornato per scuotere un gruppo di sbarbati che al primo pericolo si sciolgono come neve al sole. Questo dovrà fare Zlatan: in campo, in panchina o in tribuna. Sono qui per aiutare la squadra e migliorarla. Il Milan mi ha dato la gioia di giocare a calcio. Questo mi ha dato il Milan dal primo giorno. Ho scelto di tornare, potevo scegliere altre squadre ma questa è casa mia”. Bentornato Ibra!

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