Il derby: quello che ha lasciato (e insegnato) a squadra, tecnico e società

Una delusione così grande l’avevamo già provata sulla nostra pelle in una delle serate più tristi della nostra storia. Di quel maledetto 25 maggio 2005 non ce ne siamo ancora fatti una ragione,  così come sarà difficile cancellare subito l’amarezza di questo derby. Parafrasando ‘Febbre a 90’ di Nick Hornby: “Dopo un po’ ti si mescola tutto nella testa e non riesci più a capire se la vita è una merda perché il Milan fa schifo o viceversa“.

Ebbene sì: il calcio è uno sport bastardo. Quando pensi di avere già in tasca la vittoria, basta un episodio per farti subito cambiare idea. È quello che è successo nel derby. Al termine di un primo tempo giocato alla grande, forse il migliore delle ultime deludenti stagioni, il gol di Brozovic ha infatti cambiato la partita, mandato in tilt Romagnoli e compagni e dato vita all’ennesima stracittadina a tinte nerazzurre. La sconfitta brucia e ovviamente sarà difficile da dimenticare, ma può e deve diventare un punto di (ri)partenza per la squadra e per il tecnico: perfetti per 45 minuti.

La strada da seguire

È ovviamente difficile, ma dal 4-2 con l’Inter il Milan deve trarre spunti positivi per il resto della stagione e per il futuro. L’atteggiamento e la disposizione in campo del primo tempo va subito ‘copiato e incollato’ per la prossima dura sfida con la Juventus in Coppa Italia, mentre la fragilità caratteriale di alcuni giocatori deve invece costringere la società a puntare con convinzione verso giocatori di personalità ed esperienza: uomini, prima che campioni, in grado di non bagnarsi i calzoncini al primo spavento e resistere a situazioni come quelle che si sono verificate nel secondo tempo con l’Inter.

Ibrahimovic e un mercato all’altezza

L’esempio lo ha dato Ibrahimovic. Nonostante i suoi 38 anni, lo svedese ci ha provato fino alla fine, è stato di gran lunga il migliore nel derby e ha confermato che se oltre ai piedi buoni non hai la testa non vai da nessuna parte: “Il primo tempo è stato quasi perfetto, il secondo totalmente al contrario – ha spiegato Ibra ai microfoni di Sky – Quando perdi è difficile, soprattutto in un derby così, giovedì c’è la prossima partita, recuperiamo bene e puntiamo a quella. La poca esperienza? Secondo me conta anche quella in queste partite, se vinci 2-0 devi saper gestire, soprattutto contro una squadra come l’Inter“.

 

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